ATTUALITÀ - Mondo Voc gennaio 2014                                           Torna al sommario

 

 

IL REPERTORIO NAZIONALE DEI CANTI PER LA LITURGICA 

Una voce per sentirsi fratelli e sorelle

384 canti per celebrare 

 

Il Repertorio Nazionale di canti per la liturgia è un valido contributo per la verità, la spiritualità e la dignità delle celebrazioni. Strumento flessibile da adattare creativamente alla realtà varia delle diocesi e parrocchie allo scopo di rendere più bella l’arte del celebrare.

 

di Carlo Climati


santa_messa_2Il momento della Santa Messa, in questi ultimi anni, si è trasformato sempre di più in un’occasione di incontro e di condivisione tra i fedeli. È rimasto il significato originale della celebrazione eucaristica, ma l’atmosfera è quella di un’assemblea festosa, in cui le persone, anche attraverso il canto e la musica, manifestano la gioia di stare insieme e di appartenere alla comunità ecclesiale.


Questo non è un male. Essere cristiani, infatti, vuol dire anche esprimere il proprio entusiasmo attraverso il canto. Un canto che si innalza al cielo e che può essere accompagnato da strumenti e ritmi moderni.


In questa atmosfera di sincera gioia, però, c’è il rischio che vengano compiuti degli abusi. Su internet non è difficile imbattersi nei filmati di celebrazioni rovinate da canzoncine che non hanno nulla di liturgico (ma neppure di sacro in certi casi). Sono il frutto dell’iniziativa di qualche prete esibizionista o di gruppi di fedeli in cerca di novità.

 


Un aiuto per i fedeli

Repertorio_Nazionale_di_cantiSicuramente molte persone hanno intenzioni buone e non si rendono conto dei danni che possono provocare certi eccessi. La chiesa rischia di trasformarsi in un villaggio turistico in cui la gente, invece di pensare a Dio, canta melodie superficiali e si esibisce in movimenti che sono un misto di ginnastica e balletti da discoteca.


È giusto manifestare la propria gioia di essere cristiani. Ma c’è un modo appropriato per farlo. C’è un tempo per ballare e un tempo per pregare. Per questa ragione, prima di scadere nel ridicolo o – cosa peggiore - rendere indecorosa una celebrazione, conviene scegliere con intelligenza ed accortezza il tipo di musica e i canti che si vogliono utilizzare.


Uno strumento molto utile, per accompagnare le comunità in questo percorso, è il Repertorio Nazionale di canti per la liturgia, pubblicato nel 2009. È il frutto di anni di lavoro da parte dell’Ufficio Liturgico Nazionale della Conferenza Episcopale Italiana e di una commissione di esperti ed ha lo scopo di aiutare i fedeli a non smarrirsi tra le tante proposte che hanno a disposizione. Precedentemente, nel 1979, c’era stata una prima raccolta di canti chiamata “Repertorio-base a carattere nazionale”.

 


Il Canto, parte integrante della liturgia

Nella Premessa si legge: “I Vescovi della Commissione Episcopale per la liturgia presentano alle comunità ecclesiali italiane questo repertorio di canti per l’uso liturgico. Si augurano che esso  costituisca un valido contributo per la verità, la spiritualità e la dignità delle celebrazioni. Invitano i responsabili diocesani e parrocchiali dell’animazione liturgica, e in specie di quella musicale, ad attingere ampiamente alla presente raccolta e ad ispirarsi nelle proprie scelte concrete ai criteri che hanno guidato la sua elaborazione. Confidano che il “repertorio nazionale” dia nuovo vigore all’“arte del celebrare”, restituendo bellezza ed espressività all’atto del cantare, parte integrante della liturgia della Chiesa”.

 


Gli obiettivi

messa_e_coro_2Gli obiettivi del Repertorio Nazionale sono: “segnalare e rendere reperibili canti adatti alle celebrazioni liturgiche (ai vari momenti della celebrazione, ai diversi tempi dell’anno liturgico e ai sacramenti), partendo dalla produzione tradizionale e da quella degli ultimi decenni (canti con testi e melodie nuovi, canti con testi nuovi su melodie preesistenti); diffondere, mediante le scelte operate, alcuni criteri di individuazione e selezione dei canti, che aiutino a scegliere in modo più attento a livello locale”.


Il lavoro svolto per la preparazione del Repertorio è veramente prezioso. Potremmo dire, utilizzando una metafora, che l’Ufficio Liturgico Nazionale ha assunto la funzione di un “direttore d’orchestra”, per cercare di coordinare i tanti “strumenti” rappresentati dalle diverse comunità ecclesiali.

 


Un coro comune

Nella premessa si legge ancora: “L’adozione di questo “repertorio nazionale” da parte delle diocesi, e quindi di tutti coloro che in esse sono incaricati del canto e della musica nella liturgia, può avvenire in vari modi: se la diocesi (o la regione ecclesiastica) ha già un suo repertorio, converrà, appena possibile, integrarlo con tutto o parte del “repertorio nazionale”, contribuendo in tal modo a diffonderlo nelle singole parrocchie e comunità; se invece la diocesi (o la regione ecclesiastica) non ha ancora elaborato un proprio repertorio, il presente potrebbe diventare un primo nucleo, attorno a cui costruire gradatamente una raccolta, adatta alle esigenze diocesane o regionali”.


Comprendiamo, perciò, che il Repertorio non è solo uno strumento utile per le singole  parrocchie. Il suo obiettivo è ancora più grande: creare una specie di “ambiente comune” in cui tutti i fedeli possano riconoscersi, in qualunque parte d’Italia.


Non a caso, nella si spiega che: “A livello nazionale, è auspicabile che la partecipazione di tutti al canto liturgico in occasione di incontri, convegni, pellegrinaggi, venga favorita dall’adozione, di volta in volta, di almeno una parte di questi canti così che, in un tempo abbastanza breve, essi possano costituire un fondo comune. Ciò verrà incontro anche alle esigenze dei fedeli che, per svariate ragioni (lavoro, turismo, ecc.), si spostano all’interno del territorio nazionale e desiderano ritrovare ovunque qualche canto conosciuto”.


Insomma, questo Repertorio punta a favorire lo sviluppo di un autentico “coro comune”, in cui tutti possano cantare e sentirsi fratelli e sorelle in un’unica grande voce, nel rispetto della bellezza e della ricchezza delle diverse caratteristiche e realtà locali.

 

 

 

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