| I giovani torinesi nella Terra di Gesù |
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Giovani in Terra Santa, d’estate, al tempo della vacanza. Almeno per qualche giorno. Accade a Torino, su iniziativa dell’Arcivescovo monsignor Cesare Nosiglia. Una scelta controcorrente, quasi coraggiosa, se a compierla sono cinquanta giovani “normali”. Ragazzi, cioè, che vivono nel mondo e nella vita di tutti, si divertono, studiano o lavorano, vanno al mare e ai monti. Ma sono anche animatori parrocchiali e educatori della gioventù “che hanno scelto semplicemente di rispondere a un invito a mettersi in discussione, attraverso l’intensa esperienza del pellegrinaggio e che, una volta tornati a casa, ci auguriamo riescano a raccontare ai loro coetanei la bellezza e la particolarità di luoghi che rappresentano le radici della nostra fede”, spiega don Maurizio De Angeli, per sei anni direttore della Pastorale giovanile della diocesi e assistente dei giovani di Azione Cattolica, che parteciperà al pellegrinaggio con don Daniele D’Aria, don Andrea Pacini e allo stesso vescovo Nosiglia che guiderà la delegazione per tutto il viaggio. Il viaggio è previsto dal 25 luglio al 1° agosto organizzano l’Ufficio Giovani diocesano e l’Opera Pellegrinaggi. L’idea è venuta all’arcivescovo, che nei mesi scorsi ha lanciato l’invito, ottenendo subito l’adesione dei cinquanta. Camminare sui passi di Gesù, per approfondire “in diretta” la conoscenza dei luoghi che lo hanno visto annunciare il Vangelo. “Sentire” quasi fisicamente la sua presenza, l’eco della sue parole che non passano. E vedere ciò che lui ha veduto. Un bagno salutare alle sorgenti della fede, che dovrebbe aiutare a viverla sempre meglio, con maggiore consapevolezza. Monsignor Nosiglia lo sottolinea in un messaggio ai cinquanta giovani: “La terra di Gesù e di Israele ha un fascino unico e indimenticabile. Lì parlano veramente anche le pietre e ci raccontano di parole, gesti, avventure, episodi e luoghi che risuonano nella mente e nel cuore di ogni credente che conosca un po’ la Bibbia e i Vangeli. Ma altro è conoscere da una lettura, pure attenta, i testi sacri, altro è farli risuonare dentro ai luoghi dove i fatti narrati sono veramente avvenuti. Perché questo è il criterio di verità e di stupore che ci accompagnerà durante tutto il viaggio. Rileggere, quando saremo tornati a casa, i brani biblici diventerà una esperienza forte e ricca di ricordi in cui i vari personaggi, ma soprattutto Gesù, ci appariranno reali, e contemporanei”. Un'"operazione verità" insomma, per ricordare che il Vangelo parla di uomini e di donne. E parla "agli" uomini e alle donne di tutti i tempi. ''Serberemo memoria, sempre, con affetto - conclude Nucera - e devozione cristiana, di don Vincenzo Tripodi, cui ho voluto dedicare questo ricordo come ulteriore tassello al grande mosaico della sua opera spirituale e pastorale''. (www.vaticaninsider.it)
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1 agosto 2012