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25 luglio 2012
Padre Titus Brandsma: l' "Osservatore romano" ricorda il 60° della morte
Apostolo a Dachau
Ricorda “sei resistenti al nazismo assassinati per la loro voce” l’edizione odierna de “L’Osservatore Romano”. La circostanza è il 60° anniversario della morte di padre Titus Brandsma, avvenuta nel lager di Dachau il 26 luglio 1942. “Intensa ed estesa l’attività pubblicistica di padre Brandsma - riporta il quotidiano vaticano - che, sin dagli anni Trenta, mette in guardia, sulla stampa e dalla cattedra, sulla componente anticristiana del nazismo”.
Come lui morì, ad Auschwitz, “il francescano polacco Massimiliano Kolbe, giornalista preterintenzionale, perché la sua missione era per la conversione dei peccatori e la santificazione dei credenti”. La serie si era aperta nel 1934 con l’esecuzione di Fritz Michael Gerlich, che fin “dall’inizio aveva individuato in Hitler il profeta di una ‘devianza che condurrà alla barbarie’, definendo il nazismo ‘una peste dello spirito’”. “Altro testimone tedesco - prosegue - è Nikolaus Gross, sindacalista e giornalista cattolico oppositore del nazismo, beatificato nel 2001”. Infine due italiani: il laico Odoardo Focherini e il francescano Placido Cortese, entrambi uccisi nel 1944 per aver prestato “aiuto e soccorso a quanti ne avevano bisogno, in particolare gli ebrei”. Il primo, padre di famiglia e dirigente dell’Azione Cattolica, era amministratore de “L’Avvenire d’Italia”; padre Cortese, invece, era direttore del “Messaggero di Sant’Antonio”.
(www.agensir.it)
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