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A Lissone (MI) un nuovo giovane prete si racconta PDF Stampa E-mail

don_alessandro_segantin_a_2012 Luglio 2012

Notizie e storia di una vocazione sacerdotale

“Dove manca amore, porta amore e troverai amore…” (San Giovanni della Croce)

Ecco il messaggio positivo che ci viene indicato da due amicissimi: Don Alessandro e Don Giovanni Sala  giovani sacerdoti della Parrocchia S. Maria Assunta: non stare a fare i profeti di sventura; se manca l’amore, tu metti tutto il tuo impegno per portare amore. Vedendo il loro tanta speranza ci crediamo, perché sono loro ad indicarci il futuro della società e della storia. Noi cercheremo di capirli, di seguirli e cercando di stare loro accanto come amici e come fedeli, perché, secondo noi, i giovani, oggi, dalla famiglia, dagli adulti, dalla Chiesa, hanno bisogno di punti di sostegno per non smarrirsi.
[Lo scorso] 29 giugno, Solennità dei SS. Pietro e Paolo, per la preghiera e l’imposizione delle mani dell’Arcivescovo  Mons. Gualtiero Bassetti, DON ALESSANDRO SEGANTIN [è stato] ordinato Presbitero.
Ricordiamolo nella preghiera e con gioia uniamoci alla comunità di Città della Pieve, dove don Alessandro svolgerà il suo ministero sacerdotale, affidandolo alle mani amorevoli di Maria. Ad multos annos.

Pubblichiamo buona parte della lettera che Alessandro, in data 25 marzo 2011,  ha indirizzato al Vescovo Mons Gualtiero  Bassetti , in cui ha chiesto di poter ricevere l'Ordine sacro del diaconato

Carissimo Vescovo Gualtiero, 

non è semplice descrivere il cammino che mi ha condotto fino a qui. Sicuramente le radici della mia "povera" fede sono da ricercare nell'ambiente famigliare in cui ho avuto la grazia di vivere.
Come già sai, mi permetto di darti del tu come a un padre, sono cresciuto in una parrocchia della diocesi di Milano, più precisamente a S.Margherita una frazione di Lissone ...
Fin da piccolo ho frequentato la parrocchia e l'oratorio, realtà molto articolate e ben strutturate al nord, ho conosciuto persone brave e preti buoni che a loro modo mi hanno indicato Gesù ...
Ho vissuto in questo contesto fino a circa venti anni, alternando momenti più o meno vicini alla fede e con alcune parentesi di vita lontane dalla realtà ecclesiale.
Poi, intorno ai diciannove anni, ho conosciuto grazie a Giovanni, mio fratello, la realtà della casa Caritas in Kosovo.
Mi sono "innamorato" della vita semplice ed esigente che lì ho trovato: la vita insieme, la condivisione e il confronto, la preghiera comune, il lavoro gratuito per la povera gente e l'esempio dei ragazzi incontrati mi hanno in un certo senso "INCASTRATO".
Dopo i primi tre mesi ho conosciuto don Lucio Gatti il responsabile della casa. Mi ha colpito subito la sua vita, il suo modo di voler bene ai ragazzi e il suo dire sempre "SI".
Così ho deciso di fermarmi per un periodo più lungo nelle case diocesane della Caritas, non tanto per aiutare ma per essere aiutato a fare chiarezza su di me. Inizialmente in Kosovo, poi Foligno, Spoleto e poi di nuovo Kosovo.
Ho vissuto così più di quattro anni e in questo stile di vita, vicino ai poveri del nostro mondo (di cui mi sento parte anch'io), nasce il desiderio di provare a regalare in maniera "particolare" la mia vita.
Dopo un lungo "discernimento" durato praticamente quattro anni, mi sono arreso a ciò che nell'intimo già mi apparteneva (anche se lo rifiutavo) e a don Lucio che con i ragazzi vedevano per me la possibilità di intraprendere il cammino verso il sacerdozio.
Così nell'ottobre del 2006 sono entrato in seminario accolto dal Vescovo Chiaretti.
La decisione di incardinarmi, un domani, nella diocesi di Perugia e non di ritornare a Milano è stata ovviamente conseguenza del percorso vissuto legato alle realtà Umbre e soprattutto per le amicizie maturate qui.
La vita in seminario, pur non esigua di difficoltà e fatiche soprattutto riguardanti lo studio e la vita un po' più "solitaria" di quella a cui ero abituato, è stata un regalo.
Ho trovato dei formatori (don Nazzareno, don Remo, don Roy, don Andrea e don Mauro) che prima di tutto mi hanno voluto bene e poi aiutato a maturare nella vita di preghiera e spero anche a formare un interiorità adulta.
Credo, come anche i miei superiori, di essere giunto al momento di confermare in maniera SACRAMENTALE il "SI" detto nelle varie tappe della mia crescita.
Conosco abbastanza bene le mie fragilità e i miei numerosi difetti e se mi fermassi a questi tornerei subito indietro. In questi anni ho imparato un po' a fidarmi e così ascoltando coloro che ho "vicino" è giunto il momento del "SI " per sempre. Da un lato sono spaventato perché so che è una "scelta" più grande delle mie possibilità e capacità, d'altro canto ho bisogno di dire questo "SI" per avere la GRAZIA di essergli fedele.
Diacono significa servo.  Servire ed è ciò che desidero fare, servire la Chiesa e la gente che mi verrà affidata; non sarà un cammino semplice ma spero che aiutato de te, padre Gualtiero, e dai diversi AMICI ESIGENTI (anche preti) saprò perseverare e agire nel bene ...
Sono consapevole che con l'ordinazione Diaconale sarò chiamato a vivere secondo il modello datoci dagli apostoli di Gesù: una vita dedita alla proclamazione e alla testimonianza del Vangelo.
Sarò chiamato, se ritenuto idoneo, alla guida di comunità ecclesiali e a una vita celibataria, equilibrata nell'utilizzo dei beni e obbediente all'autorità della Chiesa.
Sono "consapevole", almeno in teoria, delle difficoltà che dovrò affrontare e immagino che non sarà un cammino semplice e tranquillo.
I superiori e le persone che mi stanno accanto vedono in me una maturità adeguata a questo passo e così, fidandomi di loro e del mio sincero desiderio di regalare la vita al servizio della Chiesa, prometto di impegnarmi a vivere secondo il modello "apostolico"con entusiasmo e fiducia in Dio e nella Sua Chiesa. Non confido solo sulle mie forze, ma con la grazia di Dio, l'intercessione dell'immacolata Vergine Maria e contando sull'aiuto di amici buoni, chiedo a te, caro Vescovo Gualtiero, di essere Ordinato Diacono nella diocesi di Perugia-Città della Pieve.
Concludo ringraziando di cuore tutti i sacerdote e le persone che mi hanno accompagnato lungo questo cammino.
Inizio da te Padre  Gualtiero, Don Lucio, i formatori del Pontificio Seminario umbro: Don Nazzareno, Don Remo, Don Andrea e Don Mauro, che oltre a essere stati guide sono testimoni veritieri di vite donate e spese. Ringrazio i sacerdoti della mia parrocchia di origine: Don Angelo, Don Cesare, Don Norberto e Don Tiziano; i preti delle parrocchie nelle quali ho prestato servizio in questi ultimi anni: Don Fabio, Don Angelo, Don Paolo e ultimamente il buon Don Aldo.
Grazie alle persone che mi sono state vicine, la mia famiglia in primis, tutti i ragazzi delle comunità dove ho vissuto (la mia seconda famiglia), gli amici del seminario e i parrocchiani tutti.
Infine, in maniera particolare, GRAZIE a mio zio DON CESARE che è davvero un esempio che desidero imitare.

Con stima e affetto, Alessandro Segantin

(http://www.comunitapastoralelissone.org/cms/santa-maria-assunta/don-alessandro-segantin-novello-sacerdote.html. postato da Emilia Flocchini)

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