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Luglio 2012
Testimonianza di una monaca di Clausura
Sr. Annalisa Chiara
Mi è stato chiesto di scrivere una breve testimonianza della mia storia e sento di non poter partire che dalla parola gratitudine che, come un filo rosso, percorre tutto il mio cammino e la mia scelta vocazionale.
Quando si compie un passo importante nella propria vita, come quello dell’ingresso in monastero e della consacrazione religiosa, si ripensa alla propria vita e si rilegge ogni cosa come storia di salvezza alla luce del mistero Pasquale, alla luce del Vangelo.
Come per il popolo d’Israele, il Signore ci fa passare dalla schiavitù alla Terra promessa, dalla morte alla vita, attraverso il mare e il deserto.
“So a chi ho dato la mia fiducia” è la Parola che si è incarnata pienamente nella mia vita di donna consacrata, soprattutto nel momento in cui mi sono affidata nelle mani del Signore lasciandomi avvolgere dal Suo abbraccio benedicente che mi ha consolata, incoraggiata e orientata verso i Suoi desideri.
Nella mia vita, la cresima ricevuta nell’adolescenza ha segnato l’inizio del mio esilio lontano da Lui. Come nella parabola del Padre misericordioso, una volta ottenuta la mia parte di eredità nei sacramenti dell’iniziazione cristiana, me ne sono andata lontana da Lui.
Un giorno, però, sperimentando un infinito vuoto di senso, nonostante le mille cose che apparentemente mi riempivano, sono ritornata in me stessa, mi sono ricordata di un Padre che mi amava, di una chiesa che mi aveva accompagnata e ho ripreso la strada di casa. E quando ancora ero lontana, il Padre mi è corso incontro mostrandomi il suo grande amore e mi ha rivestita delle vesti di salvezza.
Quando si sperimenta un amore e una misericordia così grandi non possiamo più vergognarci dei nostri errori passati, ma una straripante gratitudine si fa strada nel cuore e diventa desiderio di ricambiare ogni cosa. S. Paolo esprime questa entusiasmante scoperta dicendo: “per Lui ho lasciato perdere tutte queste cose per guadagnare Cristo… e anche se non ho certo raggiunto la meta, corro per conquistarla perché anch’io sono stato conquistato da Cristo Gesù”.
Come la Samaritana al pozzo, dopo aver cercato un’acqua che non dissetava, ma che, anzi, faceva crescere la sete senza estinguerla, dopo aver percorso strade che mi allontanavano dal Signore, ho ritrovato Cristo, acqua viva che disseta per la vita eterna, vera strada da seguire con gioia.
La Parola che da sempre mi ha accompagnata lungo questo percorso è stato il salmo 138: “Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi”. Il Suo sguardo d’amore, infatti, mi ha avvolta ancor prima che io stessa me ne accorgessi e ancor prima che la mia vita avesse una forma, un significato, una direzione. Lui aveva già visto in me ciò che sarei potuta diventare e che si è cominciato a realizzare nel giorno della mia consacrazione il 25 marzo 2007.
Davvero sono stupende le Sue opere: nella mia miseria e debolezza ho potuto ancora di più assaporare la Sua infinita misericordia e il suo amore che rinnova e rigenera ogni creatura. È per questo che il mio cuore trabocca di gratitudine incontenibile! A questo Suo sguardo d’amore, a questa Sua chiamata nella mia vita non mi resta che continuare a rispondere con Maria: “Eccomi, sono la serva del Signore” abbandonandomi con tutta me stessa a Colui che tutto a me si è donato.
Che io possa sempre attingere al pozzo dell’acqua viva e della Sua grazia per essergli fedele sempre, per far sì che in me Cristo cresca sempre più e io diminuire, ponendo i miei passi sulle orme di Francesco e Chiara d’Assisi.
(Sr. Annalisa Chiara su www.sorellepoveredisantachiara.it. Postato da Angela Magnoni)
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