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LETTERE - Mondo Voc aprile 2012                                                                        Torna al sommario

 

 


perrone

 

 


√ Ancora sulle donne in TV.

 


√ Certi frati così strani...


 

Risponde Padre Sandro Perrone

 

 

Ancora sulle donne in TV

Caro Padre, non vorrei essere noiosa per un argomento anche troppo dibattuto e cioè la presenza in TV di signore e signorine che sono una vera offesa alla dignità delle donne, di tutte le donne. Capisco che per emergere sarà forse necessario accettare qualche piccolo compromesso, ma quando è troppo è troppo. La volgarità, la sguaiataggine, la scemenza di certi presunti comici viene oscurata, a mio parere, dall’esibizione sfacciata di alcune persone, che davvero non hanno alcuna dignità e, quel che è peggio, infanga la nostra dignità di donne. Ma davvero, Padre, non si può fare proprio niente per arginare questo sconcio?

(Alessandra B., Roma)


Cara Alessandra, certo che si può fare qualcosa, anzi molto. Basterebbe che la lettera che mi hai inviato la spedissi alla RAI e/o a Mediaste o ad altre emittenti che trasmettono certi programmi. Ma non da sola, naturalmente. Ci vorrebbero migliaia, anzi centinaia di migliaia di queste lettere e vedresti come le cose cambierebbero. Lo facesse un uomo (peggio se un prete!) subito a gridare alla censura e al bigottismo parruccone. Ma se la coscienza delle donne, di molte donne, di tutte le donne, si svegliasse, finalmente, e reagisse a questo assalto forsennato contro la dignità della persona umana, sono certo che molte cose cambierebbero, e in fretta. A qualcuno piace credere che al popolo bue si possa propinare qualunque cosa, anche immonda, in omaggio all’audience e allo share. Si può essere simpatici e umoristi anche senza volgarità e la bellezza non è proporzionale ai centimetri di pelle esposta. Chi dice e fa il contrario sa di barare e d’imbrogliare il pubblico. Molte trasmissioni hanno avuto un ottimo successo senza solleticare le pruderie della gente e molte altre sono naufragate nonostante le esibizioni da bordello (mi scusi). Il buon gusto, se non la morale, ha confini molto precisi e non li vede solo chi va a farfalle

 

 

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Certi frati così strani!

Caro Padre, sono stato recentemente a Roma per partecipare ad un’Udienza con il Papa. Premetto che io vivo in un paese piuttosto piccolo e tutto sommato ancora “tradizionale”. Mi ha fatto una grande impressione vedere frati e suore (immagino che fossero tali!) di tutti i tipi, con gli abiti più strani e molti mi sembrano usciti direttamente dai libri di storia. Il mio parroco va regolarmente in borghese (ma mette la camicia da prete!) e qualche volta usa anche l’abito, la tunica mi pare che si chiami. Ma lì sembrava quasi di essere a carnevale (non me ne voglia, padre!). Quello che mi ha sconvolto, però, è stato il fatto che la grandissima maggioranza di questi signori erano giovani e quasi tutti stranieri. Francamente non so che pensare.

(Marco, Ozieri)

 

Caro Marco, l’osservazione che hai fatto, meriterebbe una risposta molto più lunga ed articolata di quanto non permetta lo spazio a disposizione. Cercherò di riassumere per quanto mi è possibile. Nella Chiesa da tempo è presente un doppio fenomeno: da un lato molti Istituti antichi e tradizionali sono in crisi per la scarsezza delle vocazioni e dall’altro c’è tutta una fioritura di nuove Famiglie Religiose (chiamate propriamente Nuovi Istituti), che si affacciano alla ribalta con una forte visibilità. Di questa fa certamente parte l’abito, che tende, per forza di cose, a differenziarsi rispetto a quelli tradizionali; da qui la necessità (per loro) di usare nuovi colori e non solo il classico nero, ma anche di variare la forma dell’abito, che a te è sembrata strana (in qualche caso lo è veramente). Che dire? L’antico proverbio l’abito non fa il monaco è vero anche in questo caso. Questi nuovi Istituti non vanno valutati per il colore o la foggia dell’abito, ma per la qualità della vita spirituale. Molto probabilmente attirano i giovani in cerca di punti di riferimento precisi e forti, in una società dal pensiero debole e dalla morale nulla. Questi gruppi danno sicurezza e visibilità. Ma basta tutto questo? Occorre dare loro tempo e fiducia; la parola di Gesù: “Dai loro frutti li riconoscerete” (Mt 7,16) è sempre attuale e sempre valida.

 

 


 

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