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La formazione alla vita religiosa? Una sfida PDF Stampa E-mail

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La sfida della Formazione

Di quali contenuti ha bisogno la formazione per comunicare la nostra vita ai giovani, con quale "metodo", con quale stile? Come promuovere un itinerario progressivo di conformazione a Cristo? In che modo rendere centrale la vita evangelica in fraternità?

I frati minori cappuccini vivono un momento storico di intensa ricerca spirituale per riappropriarsi del proprio carisma e sprigionarne tutto l'ardore: Ravviviamo la fiamma del nostro carisma è, infatti, il titolo della Lettera che il ministro generale ha indirizzato a tutto l'ordine per animarlo in questa direzione così gravida di speranza. «Ci siamo posti questa domanda: "Di cosa ha maggiormente bisogno il nostro ordine in questo momento?" La risposta unanime è stata: "di formazione"»: interrogarsi sulla formazione è stato il punto di partenza. La formazione, infatti, è la "sfida" che stimola le nostre migliori energie per sottoporre a un continuo rinnovamento le modalità concrete della sequela di Cristo nel mondo in cui viviamo. Il nostro carisma francescano-cappuccino non sopporta compromessi, ma esige aggiornamento e questo proprio a partire dai percorsi formativi. Ma anche qui: da dove iniziare? Si è trattato, dunque, di scegliere la prospettiva specifica da cui affrontare questa "sfida": «Abbiamo scelto di entrare nel tema per la porta della formazione iniziale. (...) In che modo va impostata la formazione iniziale, perché il candidato alla nostra vita scopra, anche attraverso la fatica, la bellezza insita nel dono totale di sé?». (1)

Un serio lavoro di riflessione e ricerca
Il ministro generale ha offerto una preziosa chiave interpretativa, attingendo dalle costituzioni, come lo scriba evangelico, una categoria tanto antica quanto attuale: l'iniziazione. Il processo iniziatico alla nostra vita deve essere assunto, in tutta la ricchezza delle sue dimensioni, come il filo conduttore dell'intero cammino formativo: questo il mandato offerto ai frati. (2)
L'Ordine non si è sottratto alla fatica della riflessione e della ricerca e, a circa un anno dalla stimolante riflessione del ministro generale, può contare su un "deposito" di studio e di condivisione che ha l'orizzonte dei cinque continenti e la profondità di un desiderio che accomuna ormai tutti i frati. Il tema della formazione è stato infatti al centro del lavoro di due importanti organismi dell'Ordine: la Commissione per le costituzioni e l'Ufficio generale della formazione.
Nell'ambito della revisione del testo legislativo fondamentale dei frati cappuccini, processo avviatosi a partire dall'ultimo capitolo generale (2006), particolare attenzione è stata riservata al cap. II, La vocazione alla nostra vita e la formazione dei frati: è il testo fontale del tema che sta a cuore alla nostra famiglia religiosa. Il lavoro attorno ad esso ha prodotto una proposta di revisione (24 aprile 2009) che ha manifestato, nei riverberi di luce che offre e nelle difficoltà che suscita, tutta la posta in gioco del cammino intrapreso. Il testo delle costituzioni viene arricchito di nuove sottolineature su come rinnovare la formazione in continuità con la nostra tradizione e con quanto l'Ordine è andato riflettendo in questi ultimi anni: le istanze maggiori sono quelle relative all'interazione necessaria tra le singole circoscrizioni e il ministro generale col suo definitorio, alla collaborazione tra le province, alla caratterizzazione del cammino formativo come processo iniziatico.

Preparazione ministeriale e professionale
Di particolare interesse è la scelta di non esprimersi più, relativamente a un segmento tanto delicato del nostro percorso formativo, in termini di "formazione specifica", ma in quelli di "preparazione ministeriale e professionale". È la spia di una rinnovata sensibilità verso la nostra comune base vitale: la vocazione di frati minori cappuccini. Il ministero ordinato o una specifica professione - ambiti nei quali si svolge concretamente la nostra vita di consacrazione - sono entrambe vie per r«attuazione multiforme e paritetica dell'unico nostro carisma e della sua dimensione apostolica, che tutti ci coinvolge in forza della professione della nostra forma di vita.
Nel testo [della proposta] si sottolinea giustamente che è necessario garantire un accompagnamento formativo ai candidati all'una o all'altra opzione. Il tempo nel quale il frate si prepara per un compito specifico, di fatto, fa parte del suo cammino iniziale: e ciò anche se il fratello ha già emesso la professione perpetua. E' importante aiutare i candidati durante il percorso dello studio a fare unità fra quanto vanno apprendendo e la scelta di vita cappuccina».(3)
E' evidente, in questa presa di coscienza ormai giunta a maturazione, il lungo cammino della storia che, sotto la spinta dello Spirito Santo, ha condotto l'Ordine dalle strettoie di una visione clericale della vita consacrata alle aperture ariose e genuinamente evangeliche dell'uguaglianza fraterna.(4)
Delle ripercussioni così ampie, che anche una scelta terminologica può avere in ordine alla visione d'insieme della formazione alla nostra vita, ha preso atto la IV Assemblea dell'UGF, Ufficio generale della formazione (12-16 ottobre 2009). Si tratta di un organismo centrale della curia generale, composto dal segretariato generale della formazione (SGF), cinque fratelli di diversa provenienza occupati in prima persona nell'animazione, e dal Consiglio internazionale della formazione (CIF), organo di consultazione e di verifica in cui sono chiamati a collaborare tredici fratelli, uno per ciascuna conferenza dell'ordine. È evidente l'importanza fondamentale deH'UGF per la vita dell'ordine, in particolare in questo momento nel quale si trova a svolgere il suo compito - che, secondo le costituzioni, è essenzialmente un compito di riflessione e di progettazione - a riguardo della questione che l'Ordine ritiene la più urgente. La IV Assemblea ha lavorato all'approfondimento scrupoloso del testo del cap. II delle costituzioni, per dare un apporto qualificato alla sua revisione; l'ottica della riflessione è stata data dai due argomenti centrali della "iniziazione" e della "formazione specifica".
L'interesse per queste fasi della formazione è dettato dalle urgenze che ci provengono dalle mutate situazioni vitali dei giovani, che impongono una rivisitazione dei nostri modelli formativi.

Quali contenuti e quale metodo?
L'interrogativo non può essere ormai soltanto: di quali contenuti ha bisogno oggi la formazione iniziale, ma anche: in che modo comunicare la nostra vita, con quale "metodo", con quale stile? Come può la formazione iniziale promuovere una generosa e piena convinzione della vita consacrata come itinerario progressivo di conformazione a Cristo? In che modo rendere concretamente centrale la vita evangelica in fraternità? Sono domande e filoni di incessante ricerca che ovviamente riguardano anche l'integrazione nella vita fraterna del ministero ordinato e del lavoro professionale e in ultima analisi l'intreccio "fisiologico" che si crea tra formazione iniziale e permanente: un intreccio di vocazioni in nascita e in crescita che, con creatività evangelica, deve essere sempre di nuovo ordinato alla testimonianza e alla comunicazione vitale del carisma. (5)
L'Assemblea è stata una cassa di risonanza delle attuali sollecitudini dell'ordine, rafforzate e amplificate dal confronto appassionato tra voci che hanno trasmesso con semplicità e senso della condivisione le esigenze e le difficoltà, le prospettive e le sensibilità proprie dei vari contesti geografici e culturali. Questa "convivialità di differenze" è imperniata su una preoccupazione che è emersa come centrale: la necessità di favorire la stessa possibilità di formazione per tutti. Il cuore dell'ordine è uno e batte per il valore fondamentale della nostra vita evangelica in fraternità! Si realizza così, anche a partire da esperienze e organismi come questi, quel dialogo interculturale di cui c'è oggi generale necessità e che è un'opportunità positiva anche per il confronto sul nostro carisma delle origini.
La fiamma di questo carisma - «il sacro fuoco della nostra vocazione» (6) - arde e si alimenta del sogno di fratelli che, in ogni parte del mondo, donano con gioia la loro vita perché la traccia di san Francesco, che noi siamo, sia più incisiva nei solchi dell'oggi.


Note

1. Lettera Circolare del ministro generale fr. Mauro Johri a tutti i frati dell'Ordine sulla formazione iniziale (8 Dicembre 2008), n. 1. Il testo completo è reperibile nel sito web dei cappuccini: www.ofmcap.org.

2. «Il termine iniziazione venne introdotto nelle Costituzioni del 1968 e venne scelto deliberatamente in analogia alla "iniziazione cristiana". Ciò sta a significare che l'accento principale nel cammino formativo è posto sulla trasmissione e sull'apprendimento progressivo dei valori e degli atteggiamenti fondamentali della nostra vita (...). Al centro della preoccupazione del formatore non deve esserci la constatazione di quanto un candidato conosce a proposito della nostra forma di vita, con tutti i riferimenti storici del caso, ma piuttosto di quanto ha fatto suo. Il cammino formativo comporta necessariamente un cammino di trasformazione ovvero una conformazione a un modello di vita quale ci viene proposto da Cristo stesso e da san Francesco. Il carisma francescano cappuccino non è qualcosa di astratto: sono le singole persone ad incarnarlo. (...) Ciò non avviene in un sol giorno, ma esige un cammino da percorrere progressivamente e dove è pure necessario lasciarsi guidare» (Lettera Circolare sulla formazione iniziale, n. 23).

3. Così si esprime il ministro generale nella lettera del 24 aprile 2009, che accompagna la "Proposta di revisione del capitolo II" delle costituzioni.

4. «Occorre prima di tutto ravvivare la fiamma del nostro carisma, memori del fatto che Francesco ci ha voluti frati minori e che nel suo progetto di vita fece istituzionalmente astrazione dai connotali clericali e laicali, come tratti costitutivi, dei membri dell'Ordine» (Lettera circolare sulla formazione iniziale, n. 4).

5. «Le incertezze che si possono incontrare nel cammino della formazione iniziale non sono altro che un riverbero di incertezze avvertite a livello del vissuto quotidiano della vita dei frati. Quando la percezione del carisma diventa incerta, ciò non mancherà di ripercuotersi sul piano dell'introduzione alla nostra vita. E evidente allora che si tratta di compiere delle scelte» (Lettera Circolare sulla formazione iniziale, n. 2).

6. (Lettera circolare sulla formazione iniziale. n. 41).

(A cura del Segretariato Generale della Formazione ofmcap, La sfida della Formazione, in "Testimoni", 1/2010, pp. 11-13)