| 2009 2010 LA CHIESA NEL MONDO |
STATISTICHE DELLA CHIESA AL 31 DICEMBRE 2010 I NUMERI DELLA CHIESA DAL 2000 AL 2008 I Candidati al Sacerdozio dal 2000 al 2008 I NUMERI DELLA CHIESA CATTOLICA NEL 2009 I candidati al Sacerdozio nel 2009 I candidati al Sacerdozio nel 2010 ![]() |
| 2008 LA CHIESA NEL MONDO E CEP 2010 |
STATISTICHE DELLA CHIESA AL 31 DICEMBRE 2008
Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Come è abitudine in occasione della Giornata Missionaria Mondiale, che quest’anno si celebra domenica 24 ottobre, l’Agenzia Fides presenta alcune statistiche scelte in modo da offrire un quadro panoramico della Chiesa missionaria nel mondo. Le tavole sono tratte dall’ultimo «Annuario Statistico della Chiesa» pubblicato (aggiornato al 31 dicembre 2008) e riguardano i membri della Chiesa, le sue strutture pastorali, le attività nel campo sanitario, assistenziale ed educativo. Tra parentesi viene indicata la variazione, aumento (+) o diminuzione (-) rispetto all’anno precedente, secondo il confronto effettuato dall’Agenzia Fides.
Popolazione mondiale Al 31 dicembre 2008 la popolazione mondiale era pari a 6.698.353.000 persone, con un aumento di 81.256.000 unità rispetto all’anno precedente. L’aumento globale riguarda anche quest’anno tutti i continenti: Africa (+ 29.674.000); America (+ 5.687.000); Asia (+ 42.914.000); Oceania (+ 670.000); Europa (+ 2.311.000).
Cattolici Alla stessa data il numero dei cattolici era pari a 1.165.714.000 unità con un aumento complessivo di 19.058.000 unità rispetto all’anno precedente. L’aumento interessa tutti i continenti: Africa (+ 8.025.000); America (+ 7.579.000); Asia (+ 3.152.000); Europa (+ 193.000); Oceania (+ 109.000). La percentuale dei cattolici è cresciuta globalmente dello 0,07%, attestandosi al 17,40%. Riguardo ai continenti, si sono registrati aumenti in Africa (+ 0,29); America (+ 0,44); Asia (+ 0,05), mentre in diminuzione sono Europa (- 0,1) e Oceania (- 0,2). Abitanti e cattolici per sacerdote Il numero degli abitanti per sacerdote è aumentato anche quest’anno, complessivamente di 136 unità, raggiungendo quota 13.015. La ripartizione per continenti: aumenti in Africa (+ 105), Europa (+ 43) ed Oceania (+ 28), e diminuzioni in America (- 18) e Asia (- 402). Il numero dei cattolici per sacerdote è aumentato complessivamente di 39 unità, raggiungendo il numero di 2.849. Si registrano aumenti in tutti i continenti, mentre l’unica diminuzione è in Oceania: Africa (+ 98); America (+ 37); Asia (+ 10); Europa (+ 14); Oceania (- 8). Circoscrizioni ecclesiastiche e stazioni missionarie Le circoscrizioni ecclesiastiche sono 9 in più rispetto all’anno precedente, arrivando a 2.945, con nuove circoscrizioni create in Africa (+ 2), America (+ 4), Asia (+ 1), Europa (+ 2). Le stazioni missionarie con sacerdote residente sono complessivamente 1.665 (649 in più rispetto all’anno precedente) e registrano aumenti in tutti i continenti ad eccezione dell’Oceania (- 1). Le stazioni missionarie senza sacerdote residente sono aumentate complessivamente di 847 unità, raggiungendo così il numero di 125.489. Gli aumenti interessano Africa (+ 747), Asia (+ 539), Europa (+ 45), mentre diminuiscono in America (- 463) ed Oceania (- 21). Vescovi Il numero dei Vescovi nel mondo è aumentato di 56 unità, raggiungendo il numero di 5.002. L’incremento interessa tutti i continenti ad eccezione dell’Oceania (- 4). Complessivamente aumentano anche quest’anno i Vescovi diocesani mentre una lievissima flessione segnano i religiosi. I Vescovi diocesani sono 3.786 (57 in più rispetto all’anno precedente) mentre i Vescovi religiosi sono 1.216 (1 in meno). L’aumento dei Vescovi diocesani interessa Africa (+ 14), America (+ 32), Asia (+ 8), Europa (+ 7), mentre l’unica diminuzione è in Oceania (- 4). Per i Vescovi religiosi l’unico aumento si registra in Europa (+ 4), mentre in flessione sono Africa (- 2) e America (- 3), senza variazioni Asia ed Oceania. Sacerdoti Il numero totale dei sacerdoti nel mondo è aumentato di 1.142 unità rispetto all’anno precedente, raggiungendo quota 409.166. A segnare una diminuzione è ancora l’Europa (- 1.664), mentre gli aumenti sono in Africa (+ 953), America (+ 659), Asia (+ 1.120) e Oceania (+ 74). I sacerdoti diocesani nel mondo sono aumentati globalmente di 1.576 unità, raggiungendo il numero di 274.007, con aumenti in Africa (+ 821), America (+ 811), Asia (+ 746) e Oceania (+ 67) e ancora una diminuzione in Europa (- 869). I sacerdoti religiosi sono diminuiti di 434 unità e complessivamente sono 135.159. A segnalare un aumento, seguendo la tendenza degli ultimi anni, sono l’Africa (+ 132) e l’Asia (+ 374), cui si unisce l’Oceania (+ 7), mentre le diminuzioni interessano America (- 152) ed Europa (- 795). Diaconi permanenti I diaconi permanenti nel mondo sono aumentati di 1.261 unità, raggiungendo il numero di 37.203. L’aumento più consistente si conferma ancora una volta in America (+ 774) e in Europa (+ 481), seguite da Africa (+ 9) ed Oceania (+ 17), unica diminuzione in Asia (- 20). I diaconi permanenti diocesani sono nel mondo 36.539, con un aumento complessivo di 1.242 unità. Crescono in tutti i continenti ad eccezione dell’Asia (- 3): Africa (+ 5), America (+ 749), Europa (+ 474) e Oceania (+ 17). I diaconi permanenti religiosi sono 664, aumentati di 19 unità rispetto all’anno precedente, con aumenti in Africa (+ 4), America (+ 25) ed Europa (+ 7), diminuzioni in Asia (- 17) e nessuna variazione in Oceania. Religiosi e religiose I religiosi non sacerdoti sono diminuiti globalmente di 315 unità arrivando al numero di 54.641. Aumenti si registrano in Africa (+ 95), America (+ 232) ed Asia (+ 69), mentre diminuiscono Oceania (- 115) ed Europa (- 596). La diminuzione globale delle religiose (– 7.746) che sono complessivamente 739.068 è così ripartita: si confermano anche quest’anno gli aumenti in Africa (+ 1.845) e Asia (+ 2.170), diminuzioni in America (– 3.452), Europa (- 8.167) e Oceania (– 142). Istituti secolari I membri degli Istituti secolari maschili sono complessivamente 743 con un aumento globale di 78 unità. A livello continentale si registra una situazione opposta a quella dell’anno precedente, quando solo l’Europa era in crescita, mentre ora diminuisce (- 33), l’Oceania è stabile, con 1 solo membro, e aumentano Africa (+ 35), America (+ 57), Asia (+ 19). I membri degli Istituti secolari femminili sono invece diminuiti anche quest’anno, complessivamente di 132 unità, per un totale di 26.646 membri. L’unico aumento è in Africa (+ 194), mentre tutti gli altri continenti sono in diminuzione: America (- 158), Asia (- 57), Europa (- 426) ed Oceania (- 1). Missionari laici e Catechisti Il numero dei Missionari laici nel mondo è pari a 316.836 unità, con un aumento globale di 66.372 unità ed aumenti in tutti i continenti ad eccezione dell’Oceania (- 50): Africa (+ 911), America (+ 57.955), Asia (+ 7.315) ed Europa (+ 241). I Catechisti nel mondo sono aumentati complessivamente di 89.208 unità raggiungendo quota 3.082.562. Gli aumenti si registrano in Africa (+ 7.318), America (+ 82.846) ed Europa (+ 10.617), mentre registrano diminuzioni l’Asia (- 11.011) e l’Oceania (- 562). Seminaristi maggiori Il numero dei seminaristi maggiori, diocesani e religiosi, anche quest’anno è aumentato: globalmente sono 1.105 in più i candidati al sacerdozio, che hanno così raggiunto il numero di 117.024. Gli aumenti, come già avvenuto l’anno precedente, si registrano in Africa (+ 878), Asia (+ 1.380) e Oceania (+ 64), mentre diminuiscono anche quest’anno America (- 267) ed Europa (- 950). I seminaristi maggiori diocesani sono 71.176 (- 49 rispetto all’anno precedente) e quelli religiosi 45.848 (+ 1.154). Per i seminaristi diocesani gli aumenti interessano Africa (+ 470), Asia (+ 412) ed Oceania (+ 75), le diminuzioni sono in America (- 278) ed Europa (- 728). I seminaristi religiosi aumentano in Africa (+ 408), America (+ 11) ed Asia (+ 968), diminuiscono in Europa (- 222) e Oceania (- 11). Seminaristi minori Il numero totale dei seminaristi minori, diocesani e religiosi, è aumentato di 382 unità, raggiungendo il numero di 102.360. Sono aumentati complessivamente in Africa (+ 1.350) ed in Asia (+ 281), mentre sono diminuiti in America (- 591), Europa (- 578) ed Oceania (- 80). I seminaristi minori diocesani sono 77.987 (+ 842) e quelli religiosi 24.373 (- 460). Per i seminaristi diocesani la diminuzione si registra in America (- 136), Europa (- 357) e Oceania (- 92), mentre crescono Africa (+ 1.102) ed Asia (+ 325). I seminaristi religiosi invece sono in diminuzione in America (- 455), Asia (- 44) ed Europa (- 221), sono in crescita in Africa (+ 248) ed Oceania (+ 12). Istituti di istruzione ed educazione Nel campo dell’istruzione e dell’educazione la Chiesa gestisce 67.848 scuole materne frequentate da 6.383.910 alunni; 93.315 scuole primarie per 30.520.238 alunni; 42.234 istituti secondari per 17.758.405 alunni. Inoltre segue 1.968.828 giovani delle scuole superiori e 3.088.208 studenti universitari. Istituti sanitari, di beneficenza e assistenza Gli istituti di beneficenza e assistenza gestiti nel mondo dalla Chiesa comprendono: 5.428 ospedali con le presenze maggiori in America (1.717) ed Europa (1.288); 18.025 dispensari, per la maggior parte in America (5.516), Africa (5.375) e Asia (3.547); 529 lebbrosari distribuiti principalmente in Asia (285) ed Africa (184); 15.985 case per anziani, malati cronici ed handicappati per la maggior parte in Europa (8.265) ed America (4.143); 9.962 orfanotrofi per circa un terzo in Asia (3.437); 11.902 giardini d’infanzia; 13.945 consultori matrimoniali distribuiti per gran parte in Europa (5.991) ed America (5.044); 34.250 centri di educazione o rieducazione sociale e 10.800 istituzioni di altro tipo, per la maggior parte in America (4.285), Europa (2.937) ed Asia (2.009). CIRCOSCRIZIONI ECCLESIASTICHE
DIPENDENTI DALLA CONGREGAZIONE PER L’EVANGELIZZAZIONE DEI POPOLI (CEP) Città del Vaticano (Agenzia Fides) – La Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli è al servizio del Santo Padre come “centro di promozione, direzione e coordinamento” sia dell’opera evangelizzatrice dei popoli che della cooperazione missionaria in tutto il mondo (cfr.¬ Ad gentes, 29; Pastor bonus,85). La Chiesa, fedele al mandato di Gesù Cristo, fin dalle sue origini ha sempre annunciato il Vangelo a tutte le genti. Di fronte alle nuove esigenze dell’evangelizzazione, nel XVI secolo iniziò a darsi delle strutture specifiche per assolvere all’impegno missionario. Nel 1622 Papa Gregorio XV fondò la “Sacra Congregazione de Propaganda Fide”, assegnandole il compito di “predicare ed annunciare il Vangelo e la dottrina cattolica in tutte le missioni”, investendola anche del potere decisionale necessario per assicurare rapidità ed efficacia a questo grande impegno. Papa Urbano VIII fondò nel 1627 il Collegio Urbano di Propaganda Fide, per la formazione del clero secolare per le missioni, e la Tipografia Poliglotta per stampare documenti e testi nelle diverse lingue dei popoli. La Costituzione apostolica “Pastor bonus” di Giovanni Paolo II ha confermato il principio generale della giurisdizione, enunciato dal Concilio Vaticano II (cfr. Ad gentes, 29), che afferma: “Compete alla Congregazione dirigere e coordinare in tutto il mondo l’opera medesima dell’evangelizzazione dei popoli e la cooperazione missionaria” (85). Tra gli obiettivi principali del Dicastero Missionario: assicurare una adeguata distribuzione dei missionari; curare la formazione del clero secolare e dei catechisti; affidare a Istituti, Società religiose o Chiese particolari, l’evangelizzazione dei territori di missione. Questi i dati complessivi aggiornati al 12 ottobre 2010 delle circoscrizioni ecclesiastiche dipendenti dalla Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli (Cep): ![]() (Agenzia FIDES, 24 Ottobre 2010) |
| 2007 LA CHIESA NEL MONDO |
STATISTICHE DELLA CHIESA AL 31 DICEMBRE 2007
Popolazione mondiale
Al 31 dicembre 2007 la popolazione mondiale era pari a 6.617.097.000 persone, con un aumento di 74.273.000 unità rispetto all’anno precedente. L’aumento globale riguarda tutti i continenti, compresa l’Europa, come già registrato anche per l’anno precedente: Africa + 16.865.000; America + 11.327.000; Asia + 43.304.000; Oceania + 531.000; Europa + 2.246.000. Cattolici Alla stessa data il numero dei cattolici era pari a 1.146.656.000 unità con un aumento complessivo di 15.906.000 unità rispetto all’anno precedente. L’aumento interessa tutti i continenti: Africa + 6.612.000; America + 5.535.000; Asia + 2.428.000; Europa + 1.132.000; Oceania + 199.000. La percentuale dei cattolici è cresciuta globalmente dello 0,05, attestandosi al 17,33%. Riguardo ai continenti, si sono registrati aumenti in Africa + 0,40; Asia + 0,02; Europa + 0,03 e Oceania + 0,17, mentre l’unica diminuzione si registra in America (- 0,17). Abitanti e cattolici per sacerdote Il numero degli abitanti per sacerdote è aumentato anche quest’anno, complessivamente di 140 unità, raggiungendo quota 12.879. La ripartizione per continenti è simile a quella degli ultimi anni: aumenti in America, Europa e Oceania, e diminuzioni in Africa e Asia. Africa - 456; America + 71: Asia - 794; Europa + 53; Oceania + 207. Il numero dei cattolici per sacerdote è aumentato complessivamente di 34 unità, raggiungendo il numero di 2.810. Si registrano aumenti in tutti i continenti, mentre l’unica diminuzione è in Asia: Africa + 30; America + 31; Asia - 20; Europa + 22; Oceania + 65. Circoscrizioni ecclesiastiche e stazioni missionarie Le circoscrizioni ecclesiastiche sono 13 in più rispetto all’anno precedente, arrivando a 2.936, con nuove circoscrizioni create in Africa (+ 2), America (+ 6) ed Europa (+ 5). Le stazioni missionarie con sacerdote residente sono complessivamente 1.016 (1.531 in meno rispetto all’anno precedente) e registrano diminuzioni in tutti i continenti. Le stazioni missionarie senza sacerdote residente sono aumentate complessivamente di 5.159 unità, raggiungendo così il numero di 124.642. Gli aumenti interessano tutti i continenti, più marcati in Africa (+ 3.764) e America (+ 1.310), seguono Asia (+ 75), Europa (+ 6), Oceania (+ 4). Vescovi Il numero dei Vescovi nel mondo è aumentato di 48 unità, raggiungendo il numero di 4.946. L’incremento interessa tutti i continenti ad eccezione dell’America (- 2): Africa (+ 19); Asia (+ 12); Europa (+ 13); Oceania (+ 6). Complessivamente aumentano anche quest’anno sia i Vescovi diocesani che quelli religiosi. I Vescovi diocesani sono 3.729 (40 in più rispetto all’anno precedente) mentre i Vescovi religiosi sono 1.217 (con un aumento di 8 unità). L’aumento dei Vescovi diocesani interessa tutti i continenti: Africa (+ 12), Asia (+ 10), Europa (+ 15), Oceania (+ 3) mentre in America la situazione è invariata. Per i Vescovi religiosi si registrano aumenti in Africa (+ 7), Asia (+ 2) e Oceania (+ 3), mentre si registrano flessioni in America (- 2) ed Europa (- 2). Sacerdoti Il numero totale dei sacerdoti nel mondo è aumentato di 762 unità rispetto all’anno precedente, raggiungendo quota 408.024. A segnare una diminuzione sono ancora l’Europa (- 2.260) e l’Oceania (- 55), mentre gli aumenti sono in Africa (+ 1.180), America (+ 376) e Asia (+ 1.521). I sacerdoti diocesani nel mondo sono aumentati globalmente di 1.340 unità, raggiungendo il numero di 272.431, con aumenti in Africa (+ 1.024), America (+ 853) e Asia (+ 864); una lieve diminuzione in Oceania (- 9) e ancora una diminuzione in Europa (- 1.392). I sacerdoti religiosi sono diminuiti di 578 unità e complessivamente sono 135.593. A segnalare un aumento sono, come accaduto negli ultimi anni, l’Asia (+ 657) e l’Africa (+ 156), mentre le diminuzioni interessano America (- 477), Europa (- 868) e Oceania (- 46). Diaconi permanenti I diaconi permanenti nel mondo sono aumentati di 1.422 unità, raggiungendo il numero di 35.942. L’aumento più consistente si conferma ancora una volta in America (+ 898) ed Europa (+ 472), seguite da Africa (+ 24), Asia (+ 20) ed Oceania (+ 8). I diaconi permanenti diocesani sono nel mondo 35.297, con un aumento complessivo di 1.309 unità. Crescono in tutti continenti: Africa (+ 28), America (+ 829), Asia (+ 23), Europa (+ 419) e Oceania (+ 10). I diaconi permanenti religiosi sono 645, aumentati di 133 unità rispetto all’anno precedente, con aumenti in America (+ 69) ed Europa (+ 53), diminuzioni in Africa (- 4), Asia (- 3), Oceania (- 2). Religiosi e religiose I religiosi non sacerdoti sono diminuiti globalmente di 151 unità arrivando al numero di 54.956. Aumenti si registrano in Africa (+ 75), America (+ 111), Asia (+ 36) ed Oceania (+ 19). L’unica diminuzione è in Europa (- 392). La diminuzione globale delle religiose (– 6.586) che sono complessivamente 746.814 è così ripartita: aumenti in Africa (+ 1.178) e Asia (+ 2.838), diminuzioni in Europa (- 5.843), America (– 4.650) e Oceania (– 109). Istituti secolari I membri degli Istituti secolari maschili sono complessivamente 665 con una diminuzione globale di 26 unità. In crescita solo l’Europa (+ 15), mentre l’Oceania è stabile, con 1 solo membro, e diminuiscono Africa (- 17), America (- 6), Asia (- 18). I membri degli Istituti secolari femminili sono invece diminuiti anche quest’anno, complessivamente di 572 unità, per un totale di 26.778 membri. Le diminuzioni riguardano America (- 238), Europa (- 415) ed Oceania (- 2), mentre si registrano aumenti in Africa (+ 18) e Asia (+ 65). Missionari laici e Catechisti Il numero dei Missionari laici nel mondo è pari a 250.464 unità, con un aumento globale di 33.696 unità ed aumenti in America (+ 31.417), Asia (+ 2.552) ed Europa (+ 493). Le diminuzioni si verificano in Africa (- 711) ed Oceania (- 55). I Catechisti nel mondo sono aumentati complessivamente di 6.665 unità raggiungendo quota 2.993.354. Gli aumenti si registrano in Africa (+ 5.896), Asia (+ 14.383) ed Europa (+ 7.403), mentre registrano diminuzioni l’America (- 20.071) e l’Oceania (- 946). Seminaristi maggiori Il numero dei seminaristi maggiori, diocesani e religiosi, anche quest’anno è aumentato, sia pure in misura inferiore rispetto all’anno precedente. Globalmente sono 439 in più i candidati al sacerdozio, che hanno così raggiunto il numero di 115.919. Gli aumenti si registrano in Africa (+ 695), Asia (+ 595) e Oceania (+ 5), mentre diminuiscono America (- 381) ed Europa (- 475). I seminaristi maggiori diocesani sono 71.225 (- 653 rispetto all’anno precedente) e quelli religiosi 44.694 (+ 1.092). Per i seminaristi diocesani gli aumenti interessano solo Africa (+ 136) ed Oceania (+ 5), le diminuzioni sono in America (- 239), Asia (- 74) ed Europa (- 481). I seminaristi religiosi aumentano in Africa (+ 559), Asia (+ 669) ed Europa (+ 6), sono stabili in Oceania (=) e diminuiscono in America (- 142). Seminaristi minori Il numero totale dei seminaristi minori, diocesani e religiosi, è diminuito di 671 unità, raggiungendo il numero di 101.978. Sono aumentati complessivamente in Africa (+ 782), in Europa (+ 13) ed in Oceania (+ 49), mentre sono diminuiti in America (- 684) e Asia (- 831). I seminaristi minori diocesani sono 77.145 (- 1.158) e quelli religiosi 24.833 (+ 487). Per i seminaristi diocesani la diminuzione si registra in tutti i continenti, ad eccezione dell’Oceania (+ 63). I seminaristi religiosi invece sono in diminuzione in America (- 136), Asia (- 241) ed Oceania (- 14), mentre sono in crescita in Africa (+ 815) ed Europa (+ 63). Istituti di istruzione ed educazione Nel campo dell’istruzione e dell’educazione la Chiesa gestisce 67.264 scuole materne frequentate da 6.386.497 alunni; 91.694 scuole primarie per 29.800.338 alunni; 41.210 istituti secondari per 16.778.633 alunni. Inoltre segue 1.894.148 giovani delle scuole superiori e 2.837.370 studenti universitari. Istituti sanitari, di beneficenza e assistenza Gli istituti di beneficenza e assistenza gestiti nel mondo dalla Chiesa comprendono: 5.378 ospedali con le presenze maggiori in America (1.669) ed Europa (1.363); 18.088 dispensari, per la maggior parte in America (5.663), Africa (5.373) e Asia (3.532); 521 lebbrosari distribuiti principalmente in Asia (293) ed Africa (186); 15.448 case per anziani, malati cronici ed handicappati per la maggior parte in Europa (8.271) ed America (3.839); 9.376 orfanotrofi per circa un terzo in Asia (3.367); 11.555 giardini d’infanzia; 13.599 consultori matrimoniali distribuiti per gran parte in Europa (5.919) ed America (4.827); 33.146 centri di educazione o rieducazione sociale e 10.356 istituzioni di altro tipo. (Da www.fides.org) |
| 2006 LA CHIESA NEL MONDO |
LA CHIESA, MADRE E MAESTRA:
| |||||||||||||||||||||||||
| NUMERO SACERDOTI/NUMERO VESCOVI | ||
| C O N T I N E N T E | 2000 | 2006 |
| AFRICA | 45,2 | 52,5 |
| AMERICA | 71,2 | 65,5 |
| ASIA | 69,5 | 71,2 |
| EUROPA | 139,4 | 125,8 |
| OCEANIA | 40,9 | 37,0 |
| MONDO | 89,2 | 83,1 |
5. La popolazione sacerdotale, sia diocesana che religiosa, rimane sul trend di crescita moderata inaugurato nel 2000, dopo oltre un ventennio di performance piuttosto deludente. La consistenza dei sacerdoti, infatti, aumenta nel corso degli ultimi sette anni (+0,51% a livello mondiale), passando dal numero di 405.178 nel 2000 a 407.262 nel 2006. Il dato aggregato, tuttavia, risulta assai poco significativo, alla luce delle evidenti disparità regionali, innanzitutto di segno (Tav.3). . Se Africa e Asia mostrano una dinamica assai sostenuta (rispettivamente, +23,24% e +17,71%) e l'America si mantiene pressoché stazionaria, Europa ed Oceania registrano, invece, nello stesso periodo, tassi di crescita negativi, del 5,75 e del 4,37%.
Guardando, poi, alla distinzione tra diocesani e religiosi, appare chiaro l'evolversi divergente delle due categorie di operatori sacerdotali. A fronte dei primi che, nel complesso, registrano un aumento del 2%, passando così da 265.781 nel 2000 a 271.091 nel 2006, i secondi sembrano irrimediabilmente in flessione (-2,31%), attestandosi a poco più di 136 mila nel 2006. I religiosi, inoltre, oltre a risultare, in linea con il dato aggregato, in declino in Europa ed Oceania, mostrano un significativo ripiegamento anche nel continente americano, dove contano poco più di 42 mila unità nel 2006 da oltre 45 mila nel 2000.
In termini di quota percentuale, i sacerdoti risultano chiaramente in flessione solo in Europa: se nel 2000, essi rappresentavano oltre il 51% del totale mondiale, scendono, al 2006, di oltre 3 punti percentuali. A fronte, d'altra parte, di un chiaro ripiegamento nell'Europa occidentale, si registra una spiccata dinamica in alcuni paesi dell'Europa orientale. Italia, Francia e Spagna, anche se in netta flessione, rappresentano ancora al 2006 quasi il 50% del totale dei sacerdoti europei. Recuperano, invece, posizioni Asia e Africa che, insieme, rappresentano, nel 2006, quasi il 21 per cento del totale (dal 17,5 di sette anni prima). In Africa, in particolare, il peso relativo dei diocesani vede quattro paesi - Repubblica Democratica del Congo, Nigeria, Tanzania e Uganda, raccogliere quasi il 50% del totale. Al primo posto quanto a numero di religiosi, la Repubblica Democratica del Congo che raccoglie al 2006 più del 16% di tutti i sacerdoti africani. America ed Oceania tendono a conservare la propria quota sostanzialmente costante nel tempo, anche se molto diversa in termini dimensionali: la prima si mantiene attorno al 30%, mentre la seconda continua a rappresentare poco più dell'1%.
Prendendo in esame il rapporto tra il numero dei fedeli cattolici presenti nelle varie aree continentali e quelli dei sacerdoti emerge l'evidenza di un crescente squilibrio tra la domanda e l'offerta di servizi pastorali. Se nel 2000 a ciascun sacerdote si attribuivano 2.579 fedeli, questi ultimi diventano quasi 2.800 nel 2006. Il fenomeno è evidente in America, soprattutto nell'America del centro-sud. Paesi quali Guatemala, Honduras, Aruba, con oltre 10mila fedeli per sacerdote (a Cuba il rapporto è quasi il doppio) mostrano una totale inadeguatezza delle strutture alla domanda di servizi pastorali. Ma la presenza sacerdotale peggiora anche in Europa, pur vantando, quest'ultima, il rapporto più vantaggioso in termini assoluti. Particolarmente critica, tra gli altri, appare la situazione in alcuni paesi di nuova accessione all'Unione Europea, nelle ex-repubbliche sovietiche e nella ex-Yugoslavia, dove l'indice dei fedeli battezzati per sacerdote supera il doppio della media continentale. Tra questi, si segnalano Georgia, Lettonia, Lituania, Bielorussia, ma anche Albania, Andorra, Armenia. Migliora invece il quoziente fedeli per sacerdote in Africa (da 4.786 a 4.729) ed in Asia (da 2.463 a 2.310), ma rimane ancora del tutto inadeguato, soprattutto nel primo caso.
6. La popolazione dei diaconi permanenti, sia diocesani sia religiosi, continua a mostrare una significativa dinamica evolutiva (Tav. 4). Ancora limitati in termini assoluti, aumentano, al 2006, di oltre il 24%, rispetto al dato di sette anni prima, passando da 27.824 a 34.520. La consistenza dei diaconi migliora in tutte le aree a ritmi assai elevati. In Oceania, dove i diaconi non raggiungono ancora l'1% del totale, essi aumentano di quasi il 50%, attestandosi a 264 unità nel 2006. Ma essi aumentano anche in aree dove la loro presenza è quantitativamente più rilevante. In America ed in Europa, dove al 2006 risiede circa il 98% della popolazione complessiva, i diaconi sono aumentati, nell'intervallo di tempo analizzato, rispettivamente del 21,9 e 29,08%. In America, in particolare, essi risultano concentrati soprattutto nell'America del Nord. L'effettiva capacità dei diaconi permanenti di coadiuvare i sacerdoti nell'espletamento dell'opera pastorale sul territorio, rimane, tuttavia, ancora contenuta. Nel mondo, la distribuzione dei diaconi ogni cento sacerdoti residenti, infatti, è appena pari a 8,476 nel 2006 e va da un minimo di appena 0,279 in Asia ad un massimo di 18,46 in America. In Europa ed Oceania il quoziente è attorno a 5,6-5,7, mentre in Africa 1,1 diaconi permanenti prestano servizio a fianco dei sacerdoti. Le dimensioni del fenomeno, pertanto, risultano ancora del tutto inadeguate perché l'opera di tale categoria di operatori pastorali possa incidere in maniera significativa sull'equilibrio tra la domanda e l'offerta di servizi ai fedeli cattolici residenti sul territorio. In termini evolutivi, tuttavia, si noti che essi tendono a manifestare una maggiore presenza sul territorio proprio laddove il rapporto fedeli battezzati per sacerdote risulta più carente. Emergono, pertanto, fenomeni di redistribuzione delle risorse in corso nella Chiesa Cattolica, a garanzia del ricambio nell'offerta di servizi pastorali.
7. Il trend di contrazione che ha investito da qualche anno la categoria dei religiosi professi sembrerebbe aver trovato, nel 2006, una battuta di arresto. Nel mondo, essi contavano 55.057 unità nel 2000 e raggiungono il numero di 55.107 nel 2006 (Tav. 5). In netto calo in Europa (-12,01%) e in Oceania (-16,83%), sono stazionari in America, i religiosi professi aumentano in Asia (+30,63%), dove accrescono la propria quota sul totale mondiale, e in Africa (+8,13%). In Asia, tassi di crescita superiori alla media dell'area si registrano a Singapore, Vietnam, India, mentre in Africa Camerun, Chad e Costa d'Avorio vantano un ritmo di espansione superiore al 50%. Nel 2006, infatti, il peso dei religiosi non sacerdoti in questi due continenti arriva a superare la percentuale presente in America. L'Europa continua a mantenere la quota relativa più elevata (34,63%), ma in netta diminuzione. Si segnala, in controtendenza rispetto alla media del continente, la buona performance di Ucraina, Romania ed Ungheria, ma anche Austria nell'Europa occidentale.
8. Anche la popolazione delle religiose professe sta attraversando una profonda trasformazione. Le religiose professe, numericamente pari a quasi due volte i sacerdoti e circa 14 volte i religiosi professi, sono attualmente in diminuzione. A livello globale, esse passano da oltre 800 mila unità, nel 2000 a circa 750 mila sette anni dopo (Tav. 6). Quanto alla loro distribuzione geografica, il 42% circa risiede in Europa (oltre il 60% tra Francia, Italia e Spagna), seguito dall'America con il 28,03% (omogeneamente distribuite nei due emisferi) e dall'Asia con poco più del 20%. In termini evolutivi, le religiose professe sono andate aumentando nei continenti più dinamici - Africa (+15,45%) ed Asia (+12,78), a fronte di una contrazione nelle rimanenti aree. Di conseguenza, se nel 2000 le religiose professe residenti in Europa e America ammontavano a quasi i tre quarti del totale mondiale, incidono per poco meno del 70% nel 2006.
9. Al fine di valutare le potenzialità di rinnovo dell'attività pastorale approssimiamo la consistenza dei candidati al sacerdozio, quale indicatore di vocazione sacerdotale, con gli studenti di filosofia e di teologia presenti nei seminari diocesani e in quelli religiosi (Tav. 7). Ebbene, a livello globale, il numero dei candidati al sacerdozio è aumentato, passando da 110.583 unità nel 2000 a oltre 115mila nel 2006, con un incremento del 4,43%. L'evoluzione è stata molto differente nei vari continenti. Mentre, infatti, Africa e Asia hanno mostrato dinamiche evolutive estremamente vivaci, l'Europa registra una contrazione del 16% circa nello stesso periodo. Tra gli altri, le vocazioni risultano in forte diminuzione in Belgio, Spagna, ma anche in Europa orientale, dove Ungheria, Lituania, Romania e Slovacchia registrano decrementi dell'ordine del 40% circa. Di conseguenza, si osserva un ridimensionamento del ruolo del continente europeo alla crescita potenziale del rinnovo delle compagini sacerdotali, con una quota che passa dal 24% a meno del 20%, a fronte di un'espansione di quello di Africa ed Asia. In Africa, circa il 24% del totale dei candidati al sacerdozio risiede nella sola Nigeria ed è in forte espansione, mentre il complesso di India e Filippine rappresenta quasi il 70% del totale delle future leve asiatiche. L'America mantiene una quota attorno al 32%, mentre l'Oceania rappresenta appena lo 0,8% del totale, ma in aumento.
Nel 2006, ogni milione di cattolici nel mondo poteva contare su circa 102 candidati al sacerdozio: il rapporto diveniva 1 a 259 in Asia, 1 a 152 in Africa e 1 a 110 in Oceania, al di sotto della media mondiale i rimanenti. In America, dove complessivamente il rapporto tra cattolici e potenziali sacerdoti scende nel 2006 a meno di 1 a 66, paesi quali Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Venezuela e soprattutto Uruguay, mostrano un'incidenza persino al disotto della media continentale. Nel vecchio continente, le performance più deludenti si registrano in Europa occidentale, dove, con l'eccezione dell'Italia e di pochi altri paesi la cui modesta incidenza di cattolici rende il dato, tuttavia, statisticamente poco significativo (Finlandia con un rapporto di 1 a 1480, Islanda 1 a 410, Danimarca 1 a 547), la quasi totalità dei rimanenti presenta valori di gran lunga al di sotto della media continentale. Si conferma, pertanto, anche in prospettiva la dicotomia tra le due Europe.
Anche in rapporto al numero dei sacerdoti, infine, le vocazioni risultano in crescita. Se il numero dei candidati nel mondo era infatti pari a poco più di 27 per 100 sacerdoti nel 2000, esso supera le 28 unità ogni 100 sacerdoti nel 2006. Tale indicatore, chiaramente interpretabile come una misura media del tasso di rinnovo della compagine sacerdotale, risulta estremamente diversificato per aree. Confrontando, infatti, i valori osservati al 2006 nei vari continenti con il valore soglia pari al 12,5% e tale da garantire il ricambio del contingente dei sacerdoti da parte dei seminaristi, si conclude che l'Europa, al momento, sia al disotto della percentuale di rimpiazzo. Al di sotto della soglia del 12,5%, in particolare, si collocano la maggior parte dei paesi dell'Europa occidentale, tra cui Austria, Belgio, Francia, Germania, Gran Bretagna, ma anche Grecia, Irlanda, Italia e Spagna.
Il continente con il quoziente più favorevole è quello africano, nel quale per 100 sacerdoti oltre 70 frequentano, nel 2006, gli istituti di filosofia e teologia. Scendendo al livello di sub-continente, al di sotto della soglia si colloca anche l'America del Nord, con rapporto seminaristi e sacerdoti pari a poco più del 10%.
In prospettiva, pertanto, si auspica un qualche processo di redistribuzione orizzontale. Con Europa e Nord-America, al di sotto della percentuale di rinnovamento, nuove risorse potrebbero affluire dai candidati al sacerdozio africani, sudamericani, asiatici.
| 2005 LA CHIESA NEL MONDO |
LA CHIESA CATTOLICA IN CIFRE:
| |||||||||||||||||||||||||
| NUMERO SACERDOTI/NUMERO VESCOVI | ||
| C O N T I N E N T E | 2000 | 2005 |
| AFRICA | 45,2 | 51,4 |
| AMERICA | 71,2 | 66,0 |
| ASIA | 69,5 | 72,2 |
| EUROPA | 139,4 | 127,1 |
| OCEANIA | 40,9 | 37,4 |
| MONDO | 89,2 | 83,9 |
5) Il numero dei sacerdoti, sia diocesani che religiosi, è leggermente accresciuto negli ultimi anni qui considerati con una variazione complessiva dello 0,3% (Tav.3). Questo vale a livello planetario, in quanto per i singoli continenti le dinamiche sono assai differenziate. A fronte di notevoli incrementi per l'Africa e per l'Asia, dove si registra rispettivamente un +19,2% e un +14,9%, e ad una sostanziale stazionarietà per l'America, si pone l'Europa con una flessione del 4,97% e l'Oceania con un calo del 4,71%. Una variabilità ancora più accentuata emerge se si opera la distinzione tra sacerdoti diocesani e sacerdoti religiosi. Mentre nel mondo il numero dei primi è passato da 265.781 nel 2000 a 269.762 nel 2005, manifestando quindi una significativa ripresa, quello dei religiosi appare in costante declino. Infatti i sacerdoti religiosi, che erano oltre 139 mila nel 2000, si sono ridotti a poco più di 136 mila nel 2005. La distribuzione percentuale dei sacerdoti per continente evidenzia, come era da attendersi, sensibili cambiamenti nei 5 anni considerati. Africa e Asia contribuivano complessivamente nel 2000 al 17,4% del totale mondiale; nel 2005 la loro quota era salita a oltre il 20%. L'America mantiene nel tempo una frazione di circa il 30%, mentre l'Oceania rimane relativamente stabile attorno ad una quota di poco più dell'1%. L'unico continente che ha visto diminuire, e vistosamente, la propria quota è l'Europa: nel 2000 gli oltre 208 mila sacerdoti europei rappresentavano quasi il 51,5% del totale del gruppo ecclesiastico, mentre cinque anni più tardi erano scesi al 48,8% a causa del forte calo dei diocesani, passati da 145.268 a 138.492 (anche i religiosi hanno nello stesso periodo evidenziato una perdita di circa 3,6 mila unità, collocandosi a poco più di 59 mila). Nel mondo, il numero di cattolici per sacerdote - che rappresenta un indicatore inverso di presenza sacerdotale - da circa 2.579 al 2000 era salito a oltre 2.700 nel 2005. Un miglioramento si è verificato in Asia (da 2.463 a 2.329) e in Africa (da 4.786 a 4.741), mentre meno soddisfacente appare la situazione in America dove alla vivace dinamica nella crescita dei fedeli ha fatto meno riscontro un adeguato numero di sacerdoti: si è passati da 4.298 a 4.592. Un peggioramento si è verificato anche in Oceania e in Europa, che però continua a presentare il rapporto più soddisfacente, pur se deteriorato rispetto al 2000.
6) I diaconi diocesani oppure religiosi con carattere di permanenza nel loro stato, costituiscono una collettività degli operatori pastorali che è in rapida evoluzione (Tav. 4). Questi oggi non sono molti (33.339 in tutto il mondo nel 2005) ma aumentano con grande velocità. Nel quinquennio 2000-2005, nel mondo, i diaconi sono aumentati del 20%; la crescita ha interessato tutte le aree territoriali considerate. Nell'America l'aumento dei diaconi è stato del 18%, in Europa di circa il 24% e nell'Oceania quasi il 27%; del 3,6 è aumentato il numero dei diaconi africani, il 10% è stato l'incremento registrato in Asia. Non sono da segnalare variazioni di gran rilievo nella distribuzione planetaria dei diaconi durante il periodo esaminato: si verifica sono una lieve diminuzione del numero relativo dei diaconi in America ed una altrettante crescita di quello dell'Europa. Non è privo di interesse rammentare che questa figura religiosa è molto presente in America (specialmente quella del Nord) con il 47% di tutti i diaconi nel mondo, ed anche in Europa (33). Per un utile completamento del quadro sin qui delineato, conviene considerare il rapporto del numero dei diaconi permanenti ragguagliato, area per area, al numero dei sacerdoti presenti, il che serve ad evidenziare il ruolo di questi operatori nell'esercizio dell'azione pastorale a fianco dei sacerdoti. Effettuando i calcoli si trova che nel 2005 tali operatori variano da un minimo di 0,28 per 100 sacerdoti (in Asia) ad un massimo di 17,95 in America. Per le altre aree il rapporto assume valore intermedio: 1,15 in Africa, 5,51 in Europa e 4,83 in Oceania, essendo 8,22 il valore mondiale. Le tendenze temporali del quoziente vengono nel complesso rispettate: si può forse porre in rilievo la notevole crescita, a partire dal 2000, registratasi nell'America del Nord e continentale e nella zona europea; di contro, e come altro estremo, la lenta crescita nell'Africa, nell'Asia e nell'Oceania. È quindi evidente che, con riferimento a questo indice, i diaconi permanenti si concentrano proprio in quelle aree dove più problematico appare il ricambio sacerdotale.
7) I religiosi professi non sacerdoti costituiscono un gruppo a livello planetario in notevole contrazione: se ne annoverano 55.057 nel 2000 e sono diventati 54.708 nel 2005 (Tav. 5). La crisi che ha investito questa categoria di operatori pastorali non accenna a cessare ed è preoccupante che, ad accezione dell'Africa e dell'Asia, in tutto il resto del mondo seguitino a ridursi. La flessione complessiva nel mondo è da ascrivere in primo luogo al calo riscontrato in Europa (-9,76%), in America (-0,95%) e in Oceania (-14,87%). Questi andamenti determinano anche una dislocazione numerica differente, nel corso del tempo, fra i vari continenti: l'Europa e l'America, al 2005, risultano essere sempre i continenti con il maggior numero di religiosi professi non sacerdoti, ma con un peso relativo ben minore di quello riscontrato all'inizio del periodo. L'Europa, in particolare, ha visto scendere la sua quota relativa dal 39,4% del 2000 al 35,78% del 2005.
8) Le religiose professe rappresentano oggi complessivamente una popolazione di oltre 760 mila unità, circa due volte quella dei sacerdoti e per circa il 42% residente in Europa, seguita dall'America che conta oltre 215 mila consacrate e dall'Asia che raggiunge le 153 mila unità (Tav. 6). Il numero delle religiose professe nel mondo è andato progressivamente riducendosi nello scorso quinquennio. Osservando la distribuzione per aree continentali, si osserva un ridimensionamento della presenza di religiose in Europa e in America a vantaggio di Africa e di Asia. In percentuale, infatti, se nel 2000 il complesso delle religiose operanti in Europa e in America rappresentava il 75 per cento circa del totale, nel 2005 esse incidevano sul dato mondiale con poco più del 70%. La variazione positiva di maggior rilievo si osserva in Africa dove l'incidenza delle religiose professe nel 2005 si attesta al 12 per cento del totale mondiale. Anche in Asia le religiose hanno seguito un trend positivo, passando da poco più di 52 mila ad oltre 58 mila unità.
9) Il numero degli studenti di filosofia o di teologia nei seminari diocesani o in quelli religiosi non ha fatto che aumentare dal 2000 sino al 2002 dopo di ché è subentrata una fase di stabilità sostanziale fino al 2005. Complessivamente nell'ultimo periodo si è avuto un tasso di aumento del 3,49%, inferiore al 3,98% del quinquennio 1995-2000 e al 9,11% del quinquennio 1990-1995, ma pur sempre indice di un consolidamento della crescita tuttora in atto. Tale variazione relativa è stata positiva in quasi tutti i continenti (fa eccezione l'Europa che ha fatto registrare nell'intero periodo una flessione del 14,6%) ed è stata particolarmente elevata in Africa 15,7% e in Asia 15,6%. L'America ha visto uno sviluppo abbastanza regolare del numero dei candidati fino al 2002, in seguito vi è stato un consolidamento intorno alle 37 mila unità. Nel 2005 su 100 candidati al sacerdozio (Tav. 7) di tutto il mondo, 32 erano americani, 26 asiatici, 21 africani, 20 europei e 1 dell'Oceania. Per quanto riguarda il rapporto dei candidati al sacerdozio (Tav. 7) rispetto alla popolazione cattolica non è privo di interesse rilevare che nel 2005 si pongono al di sopra della media mondiale (103 candidati per milione di cattolici) l'Asia (258) e l'Africa (154). Al di sotto tutte le altre zone territoriali.
| 2004 LA CHIESA NEL MONDO |
IL PONTIFICATO DI S. S. GIOVANNI PAOLO II IN CIFRELe statistiche delle Chiesa Cattolica 1978-20041. Introduzione La presente relazione, contenendo informazioni statistiche relative al periodo 1978-2004, copre quasi interamente gli anni del pontificato di S. S. Giovanni Paolo II. Come sarà evidente dall'analisi che segue, questi anni sono stati testimoni di profonde mutazioni strutturali nell'attività pastorale, nelle vocazioni, nella diffusione territoriale del cattolicesimo. In quanto segue, le informazioni statistiche riportate si propongono di fornire un quadro sintetico dei fenomeni che hanno riguardato la Chiesa Cattolica dal 1978 al 2004. Qualora la descrizione della dinamica di alcuni fatti lo richieda, le indicazioni puntuali relative all'inizio e al termine di tale orizzonte temporale saranno arricchite da indicazioni relative a scadenze intermedie (solitamente il 1988) o, esaustivamente, da serie storiche annuali. La descrizione dei fenomeni considerati sarà, come da tradizione, svolta su scala continentale. 2. Distribuzione geografica dei cattolici e dei presidi ecclesiali Nel periodo che va dal 1978 al 2004 i cattolici nel mondo hanno registrato una rapida crescita, con un incremento percentuale di oltre il 45%, del 23% circa rispetto al 1988. Nello stesso arco temporale essi sono complessivamente passati da quasi 757 milioni a 1,098 miliardi, con un incremento assoluto di circa 342 milioni di fedeli (Tav. 2). Il dato, tuttavia, appare di gran lunga meno entusiasmante se letto alla luce dell'evoluzione della popolazione mondiale nello stesso periodo, passata da 4,2 a 6,4 miliardi (Tav. 1). Ne risulta, infatti, l'incidenza dei cattolici a livello planetario in lieve diminuzione, da quasi il 18% a poco oltre il 17%. Questi valori, però, esprimono la sintesi di situazioni molto diverse tra i vari continenti. 3. I vescovi Il numero dei vescovi nel mondo è andato aumentando tra il 1978 e il 2004 di oltre il 28%, passando da 3.714 a 4.784 (Tav. 5), con un incremento assai marcato in Africa (+45,8%), in Oceania (+34%) e in Asia (+31,4%), mentre in America (+27,2%) e in Europa (+23,3%) i valori si collocano sotto la media. A fronte di tali dinamiche differenziate, tuttavia, la distribuzione dei vescovi per continente è rimasta sostanzialmente stabile nell'arco temporale considerato, con una maggiore concentrazione sul totale in America e in Europa. Anche in Africa, dove la presenza del corpo vescovile è andata aumentando in modo più considerevole, la quota dei vescovi sul totale mondiale si limita a lievitare dall'11,6% del 1978 al 13,2% nel 2004.
Un aspetto che merita molta attenzione è quello dell'invecchiamento della compagine dei vescovi. Il fenomeno va inquadrato sia nel generale allungamento della vita media verificatosi in tutti i paesi nella seconda metà del secolo scorso sia nei notevoli divari dell'età media della popolazione tra i vari continenti (di gran lunga più vecchia in Europa e, all'opposto, assai giovane in Africa). Nella tavola 6 viene riportata l'evoluzione tra il 1978 e il 2004 di, rispettivamente, età media dei vescovi, frazione di vescovi ultrasessantaquattrenni e rapporto tra vescovi più giovani (di età inferiore ai 50 anni) e quelli più anziani (di età uguale o superiore ai 65), quale indicatore, quest'ultimo, del ritmo di turn over della popolazione vescovile. 4. I sacerdoti Le statistiche relative ai sacerdoti, diocesani e religiosi, sono riportate nelle (Tav. 7) e (Tav. 9), sia in termini di consistenze al 1978, 1988 e 2004, sia in termini di flussi.
Quanto ai reingressi, essi continuano a fornire un contributo assai meno rilevante all'innalzamento del numero complessivo dei sacerdoti. Nel periodo 1978-2004, infatti, il loro numero è stato complessivamente di quasi 8mila unità, di cui il 90% circa localizzato in Europa ed in Asia. Ancora meno incisivo il fenomeno dei reingressi negli altri tre continenti, sia in termini assoluti (meno di un migliaio) che relativi. Tra i fattori di riduzione della compagine sacerdotale, si osserva che, tra il 1978 e il 2004, il numero dei decessi tra i sacerdoti è stato di poco inferiore alle ordinazioni, superando nel mondo le 200mila unità. In Europa, caratterizzata da un corpo sacerdotale nettamente più anziano, i decessi hanno sopravanzato le ordinazioni di oltre 40mila unità e sono stati circa 124mila. Essi sono, tuttavia, quasi del tutto compensati dal saldo positivo registrato complessivamente in Africa e, soprattutto, in Asia, dove l'età media della popolazione sacerdotale risulta più contenuta. Quasi in perfetta parità, infine, il bilancio demografico in Oceania.
Rapportando, poi, i principali fenomeni in ingresso e in uscita riguardanti il corpo sacerdotale con la consistenza del numero dei sacerdoti, si ottengono, rispettivamente, i tassi medi annui di ordinazione, di mortalità e di reingressi netti (al netto delle defezioni) per 1.000 sacerdoti (tavola sottostante).
I tassi di ordinazione presentano un ampio campo di variazione, dai valori più elevati di Africa e Asia (circa il doppio della media mondiale), a quello più modesto dell'Europa, al di sotto della media mondiale. In maniera inversa, si registra il tasso medio di mortalità più apprezzabile in Europa, a fronte di Africa e Asia che godono di una popolazione sacerdotale assai più giovane. Il tasso medio di reingressi netti, quale indicatore di solidità delle vocazioni, risulta straordinariamente contenuto in Asia, con defezioni quasi completamente compensate da copiosi reingressi. Viceversa, l'America, l'Oceania e l'Africa, beneficiando assai limitatamente dei reingressi, presentano saldi netti negativi superiori alla media mondiale. 5. I diaconi, i religiosi professi non sacerdoti e le religiose professe Le altre figure di operatori pastorali che affiancano l'attività pastorale dei vescovi e dei sacerdoti - diaconi permanenti, religiosi professi non sacerdoti e religiose professe - rappresentano realtà numericamente tra loro assai difformi. Prima di proseguire con l'analisi delle altre categorie di operatori pastorali, tentiamo di fornire una visione d'insieme delle dinamiche relative alle categorie di operatori pastorali fin qui considerate nella (Tav. 13). In primo luogo, si osserva come le uniche due categorie - delle cinque analizzate - in continua espansione sia a livello mondiale sia a livello dei singoli continenti siano quelle dei vescovi e dei diaconi permanenti. Quanto alle rimanenti, la maggiore contrazione si registra nei religiosi non sacerdoti, seguita dal calo delle religiose professe e dei sacerdoti. In secondo luogo, si rileva come Africa ed Asia - gli unici continenti con tassi di crescita sempre positivi per tutte le categorie- rappresentino i veri motori propulsivi nella diffusione dei servizi pastorali nel mondo. I dati più allarmanti riguardano invece l'Europa, dove particolarmente vistosi sono i cali di religiosi non sacerdoti, ma anche delle religiose professe e dei sacerdoti. Una flessione assai simile a quella europea è evidenziata dall'Oceania e dall'America, tranne che per l'osservazione di un tenue incremento nel numero dei sacerdoti nel caso dell'ultima. 6. I membri degli istituti secolari, i missionari laici e i catechisti L'analisi delle altre categorie di operatori pastorali che contribuiscono all'attività di catechesi - i membri degli istituti secolari, i missionari laici e i catechisti - viene condotta nel periodo 1990-2003 (Tav. 14). 7. Il rinnovo delle compagini sacerdotali Le potenzialità di rinnovo dell'attività pastorale sono funzione di una serie di fattori, primo tra i quali il numero di vocazioni sacerdotali, ovvero la consistenza dei candidati al sacerdozio, approssimato dagli studenti di filosofia e di teologia presenti nei seminari diocesani e in quelli religiosi (Tav. 15) (Tav. 16). 8. I novizi e le novizie I dati relativi all'evoluzione del numero dei novizi e delle novizie negli Istituti Religiosi di Diritto Pontificio coprono il periodo che va dal 1982 al 2004 (Tav. 17) (Tav. 18), rispettivamente. 9. Conclusioni Gli anni di pontificato di S. S. Giovanni Paolo II sono stati spettatori attenti e partecipi dei profondi mutamenti che hanno interessato l'evoluzione storica, sociale, culturale, economica del nostro pianeta, a partire da quelli che hanno riguardato più direttamente la Chiesa Cattolica. Il fenomeno religioso, d'altra parte, nonostante i suoi elementi di immutabilità, risente chiaramente dei cambiamenti che intervengono nell'assetto sociale, negli andamenti demografici, nelle tradizioni storiche. Note
| |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| 2003 LA CHIESA NEL MONDO |
LO SVILUPPO DELLA CHIESA CATTOLICA NEL MONDO
Analisi di alcuni indicatori nel periodo 1978-2003
| |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Tab. A |
Fedeli per vescovo (migliaia) |
|
C O N T I N E N T E |
1978 |
2003 |
AFRICA |
126,8 |
227,3 |
AMERICA |
258,9 |
305,8 |
ASIA |
121,7 |
165,9 |
EUROPA |
212,6 |
182,3 |
OCEANIA |
59,7 |
66,5 |
MONDO |
203,7 |
228,9 |
Un aspetto che merita molta attenzione è quello dell'invecchiamento della compagine dei vescovi. Il fenomeno va inquadrato sia nel generale allungamento della vita media verificatosi in tutti i paesi nella seconda metà del secolo scorso sia nei notevoli divari dell'età media della popolazione tra i vari continenti (di gran lunga più vecchia in Europa e, all'opposto, assai giovane in Africa). Si possono esaminare, al 1978 e al 2003, tre indicatori statistici tra di loro non indipendenti (Tav. 6) : l'età media dei vescovi, la frazione di ultrasessantaquattrenni e il rapporto tra i vescovi più giovani (di età inferiore ai 50 anni) e quelli più anziani (di età uguale o superiore ai 65).
L'età media, nel periodo considerato, è aumentata globalmente di oltre 5 anni, passando da 62,0 a 67,3. L'incremento è stato notevole, soprattutto per Africa (+6,7 anni, con età media al 2003 di 63,4) e America (+6,6 a 67,7 anni), mentre la coorte europea, che nel 1978 evidenziava nettamente il maggiore invecchiamento, ha manifestato una differenza più attenuata pur conservando il primato. Gli ultrasessantaquattrenni sono passati nel mondo dal 39% al 59% : anche per questo indicatore spiccano i dati dell'Africa, dove la quota di vescovi anziani è più che raddoppiata, dell'Oceania e dell'America. Anche più significativi sono i dati forniti dal rapporto tra i vescovi più giovani e quelli più anziani. Nel 1978 ogni 100 anziani i giovani erano mediamente 38; venticinque anni più tardi erano soltanto 9. Il quoziente assume al 2003 valori molto bassi per l'Europa (soltanto 6 vescovi giovani per 100 anziani) e per l'America, mentre la situazione dell'Africa appare assai più confortante (24 giovani per 100 anziani).
4. I sacerdoti
Le statistiche relative ai sacerdoti, diocesani e religiosi, sono riportate nelle (Tav. 7) (Tav. 9), sia in termini di consistenze al 1978, 1988 e 2003 che di flussi.
Il primo dato che balza evidente è che la consistenza totale dei sacerdoti, in declino tra il 1978 e il 1988 di oltre 15mila unità -da 421mila a meno 405mila- sembra essersi stabilizzata con una lievissima tendenza al recupero (Tav. 7). Questo vale a livello planetario, in quanto per i singoli continenti le dinamiche sono assai differenziate. A fronte di notevoli incrementi per l'Africa e per l'Asia, dove si registra un +79% e un + 69%, rispettivamente, e ad una stazionarietà per l'America, si pone l'Europa con una diminuzione di oltre il 19% e l'Oceania con un - 12%.
Una variabilità ancora più accentuata emerge se si opera la distinzione tra sacerdoti diocesani e sacerdoti religiosi. Mentre nel mondo il numero dei primi, dopo aver toccato un minimo di 257mila unità nel 1988 rispetto a 262mila nel 1978, è risalito a oltre 268mila nel 2003, manifestando quindi una lieve ma significativa ripresa, quello dei secondi appare in costante declino. Infatti, i sacerdoti religiosi, che erano oltre 158mila nel 1978, erano scesi a circa 147mila dieci anni più tardi e nel 2003 si erano ulteriormente ridotti a poco più di 137mila.
Passando all'analisi per continente, si nota che nell'arco temporale esaminato la "tenuta" o, meglio, il lieve miglioramento nella consistenza planetaria dei sacerdoti diocesani è imputabile esclusivamente alla forte espansione verificatasi in Africa (dove sono molto più che triplicati dal 1978 al 2003), in Asia (dove sono raddoppiati) e in America. Viceversa in Oceania e ancor più in Europa si è manifestata una netta diminuzione. I sacerdoti religiosi, invece, nei venticinque anni considerati sono diminuiti in quasi tutti i continenti, pur se con tassi molto disuguali ( dal -21,5% dell'Oceania al circa -20% dell'Europa e al -18% dell'America). L'eccezione è costituita dalla sola Asia, dove si è passati da circa 14mila a quasi 19mila, mentre in Africa i quasi 11mila religiosi del 2003 sono inferiori al dato del 1978 ma nettamente superiori a quello del 1988. Tuttavia, nel continente nero si sono verificati forti mutamenti nella composizione della collettività dei sacerdoti: infatti, all'inizio del periodo i religiosi erano più del doppio dei diocesani, mentre al 2003 ammontavano a poco più della metà.
La distribuzione percentuale dei sacerdoti per continente evidenzia, com' era da attendersi, notevoli cambiamenti nei 25 anni considerati (Tav. 8). Africa e Asia contribuivano nel 1978 al 10,6% del totale mondiale; nel 2003 la loro quota era salita a oltre il 19%. Anche l'America ha lievemente incrementato la propria percentuale. A parte il lieve aggiustamento negativo dell'Oceania, l'unico continente che ha visto diminuire, e vistosamente, la propria quota è dunque l'Europa: nel 1978 gli oltre 250mila sacerdoti europei rappresentavano quasi il 60% del totale del gruppo ecclesiastico, mentre venticinque anni più tardi erano scesi a meno della metà soprattutto a causa del forte calo dei diocesani, passati da 174mila a 140mila (ma anche i religiosi hanno nello stesso periodo evidenziato una perdita di circa 15mila unità, collocandosi a poco più di 61mila).
Nel mondo, il numero di abitanti per sacerdote, di circa 10mila al 1978, era salito a oltre 15mila al 2003. In Africa, e soprattutto in Asia, dove la percentuale di fedeli cattolici sulla popolazione è meno elevata, si registravano i valori più alti: quasi 28mila abitanti per l'Africa (dove però la situazione non è molto mutata nel periodo considerato) e oltre 82mila per l'Asia, nonostante questo continente sia stato l'unico a palesare un apprezzabile miglioramento rispetto ai 90mila del 1978. L'Europa continua a registrare la maggior densità di sacerdoti in rapporto alla popolazione, ma da poco più di 2.600 abitanti nel 1978 si è passati ai 3.500 al 2003. America e Oceania occupavano posizioni intermedie, con circa 7mila abitanti per sacerdote.
Meno squilibrata appare invece la distribuzione del numero di cattolici per sacerdote: essi erano saliti a quasi 2.700 nel 2003 dai circa 1.800 nel 1978. L'incremento minore di questo indicatore inverso di presenza sacerdotale si è verificato in Asia (da 2.300 circa a 2.400), mentre meno soddisfacente appare la situazione in America e soprattutto in Africa, dove alla vivace dinamica nella crescita dei fedeli ha fatto meno riscontro un adeguato numero di sacerdoti: si è passati da circa 3.200 a oltre 4.700. Un peggioramento si è verificato anche in Oceania e in Europa, che però continua a presentare il rapporto più soddisfacente, pur se deteriorato rispetto al 1978.
I fenomeni di flusso che riguardano la collettività dei sacerdoti tra il 1978 e il 2003 sono riportati nella (Tav. 9). I flussi in aumento sono distinti in ordinazioni e reingressi; quelli in diminuzione in elevazioni a vescovo, decessi e defezioni. Per ogni continente è, inoltre, indicato il saldo netto migratorio, il cui totale a livello planetario è ovviamente uguale a zero.
Nei venticinque anni considerati le ordinazioni sono state nel mondo quasi 201mila. L'Europa ha rappresentato il 40% del totale, seguono il continente americano con quasi il 30%, l'Asia (il 17%) e l'Africa (oltre il 12%). Il primato dell'Europa viene però meno se si considerano i dati in relazione al numero di fedeli cattolici, come indicato nella tavola sotto riportata. E' l'Asia che si colloca nettamente al primo posto, con 3,88 sacerdoti ordinati nel periodo considerato ogni 10mila fedeli, con l'Oceania (3,28) in seconda posizione. Sia l'Europa che l'Africa si pongono ben sopra la media mondiale di 2,18, mentre per l'America si osserva il valore molto più basso: soltanto 1,31 sacerdoti. Infatti, il continente americano, pur contando circa la metà dei cattolici nel mondo, ha contribuito per meno di un terzo alle nuove ordinazioni di sacerdoti.
periodo |
|
C O N T I N E N T E |
1979-2003 |
AFRICA |
2,48 |
AMERICA |
1,31 |
ASIA |
3,88 |
EUROPA |
2,95 |
OCEANIA |
3,28 |
MONDO |
2,18 |
stima dei fedeli a metà periodo ottenuta come semisomma della consistenza iniziale e finale |
|
Il secondo flusso incrementativo, assai meno rilevante, della collettività dei sacerdoti è costituito dai reingressi. Il loro numero in venticinque anni è ammontato complessivamente a meno di 8mila unità, delle quali circa 5mila attribuibili all'Europa e 2mila all'Asia. Ancora meno incisivo il fenomeno dei reingressi negli altri tre continenti, sia in termini assoluti (meno di un migliaio) che relativi.
Dal 1978 al 2003 il numero dei decessi tra i sacerdoti è stato di poco inferiore alle ordinazioni e ha superato nel mondo le 192mila unità. La loro distribuzione per continente riflette, ovviamente, la differente struttura per età della popolazione ecclesiastica interessata. In Europa, caratterizzata da un corpo sacerdotale nettamente più anziano, i decessi hanno sopravanzato le ordinazioni di quasi 30mila unità e sono stati circa 120mila. Quasi in perfetta parità il bilancio demografico in Oceania; negativo anche in America; saldo ampiamente positivo per l'Africa e per l'Asia, dove nel complesso i decessi sono stati circa un terzo delle ordinazioni.
Il fenomeno delle defezioni, oltre 28mila nel mondo, ha riguardato in misura molto differente i vari continenti. In termini assoluti, Europa e America hanno sofferto maggiormente del fenomeno, con circa 12mila e 11mila defezioni, rispettivamente, pari a quasi tre quarti del totale planetario. Se invece l'analisi viene condotta mettendo in relazione il numero delle defezioni con quello delle ordinazioni, come illustrato dalla tavola sotto riportata, le considerazioni sono sostanzialmente simili, con l'osservazione che è l'Oceania a soffrire del tasso di defezione più elevato, con 26 abbandoni ogni 100 ordinazioni, seguita dall'America con quasi 19 e dall'Europa con 15. Africa e Asia sono affette dal fenomeno in misura molto più marginale.
periodo |
|
C O N T I N E N T E |
1979-2003* |
AFRICA |
7,8 |
AMERICA |
18,6 |
ASIA |
7,2 |
EUROPA |
15,0 |
OCEANIA |
26,0 |
MONDO |
14,0 |
I flussi dei più importanti fenomeni in ingresso e in uscita riguardanti il corpo sacerdotale possono essere ulteriormente analizzati e inquadrati mettendoli in rapporto con la consistenza del numero dei sacerdoti. Nella tavola qui sotto esposta sono calcolati i tassi medi annui di ordinazione, di mortalità e di saldo dei reingressi al netto delle defezioni per 1.000 sacerdoti.
1979-2003: Tassi medi annui per 1.000 |
|||
C O N T I N E N T E |
di ordinazione |
di mortalità |
di reingr.-defez. |
AFRICA |
41,5 |
13,0 |
-3,0 |
AMERICA |
19,7 |
16,7 |
-3,4 |
ASIA |
36,6 |
13,5 |
-0,4 |
EUROPA |
14,2 |
21,1 |
-1,3 |
OCEANIA |
17,7 |
17,8 |
-4,5 |
MONDO |
19,4 |
18,6 |
-2,0 |
5. I diaconi, i religiosi professi non sacerdoti e le religiose professe
I commenti che seguono sono riferiti ad altre figure di operatori religiosi che affiancano l'attività pastorale dei vescovi e dei sacerdoti: i diaconi permanenti, i religiosi professi non sacerdoti e le religiose professe.
Le consistenze numeriche di questi tre gruppi pastorali sono assai diverse. A fine 2003, nel mondo i diaconi erano più di 30mila, i religiosi professi quasi 55mila e le religiose oltre 770mila. Anche le dinamiche evolutive, come si vedrà, presentano caratteristiche molto differenti.
I diaconi permanenti, diocesani e religiosi, sono in forte espansione: da circa 5.500 nel 1978 avevano superato nel complesso le 31mila unità al 2003, sestuplicandosi (Tav. 10). E' in Europa che il loro incremento è stato particolarmente impetuoso, essendo passati in venticinque anni da poco più di mille a oltre diecimila. Anche in America la dinamica è stata molto sostenuta: nel 1978 questo continente ne contava più di 4mila ( oltre i tre quarti del totale planetario ), mentre nel 2003 la loro consistenza era salita a oltre ventimila. E' da sottolineare, invece, la scarsissima diffusione dei diaconi in Africa e in Asia: questi due continenti rappresentavano insieme appena l'1,5% della consistenza globale.
Una riduzione numerica netta è, invece, quella subita dai religiosi professi non sacerdoti (Tav. 11). Nel 1978 essi erano nel mondo oltre 75mila, riducendosi poi a meno di 65mila nel 1988 e posizionandosi a poco più di 54mila al 2003. E' da notare che il decremento si è concentrato su tre continenti: Europa (-44%), America (-30%) e Oceania, dove il gruppo nel 2003 è risultato dimezzato rispetto a venticinque anni prima. Al contrario, in Africa e in Asia si è assistito ad un'espansione sostenuta, con variazioni positive dell'ordine del 40% nel primo continente e del 30% nel secondo.
Alquanto simile a quella dei religiosi professi non sacerdoti è l'evoluzione evidenziata dalle religiose professe (Tav. 12). La consistenza di questo gruppo è assai più robusta, ma le dinamiche di fondo sono comparabili. Le religiose professe, che erano nel mondo poco meno di un milione nel 1978, non superavano le 770mila unità nel 2003. Il declino, anche in questo caso, ha riguardato tre continenti (Europa, America e Oceania), con variazioni negative anche di rilievo. In Africa e in Asia, invece, l'incremento è stato decisamente sostenuto, intorno al 60% per entrambi i continenti. Come risultato finale di queste dinamiche assai differenziate, la frazione delle religiose in Africa e Asia sul totale mondiale era passata dal 13% al 26%, a discapito dell'Europa e dell'America, la cui incidenza si era nell'insieme ridotta dall'85% al 72%.
Una visione d'insieme delle dinamiche relative alle categorie pastorali fin qui considerate è riportata nella (Tav. 13). I dati sono tratti dalle tavole precedenti e un loro confronto simultaneo consente alcune osservazioni di grande sintesi. A livello planetario e continentale, delle cinque categorie soltanto i vescovi (che poi sono quella numericamente più debole) e i diaconi permanenti presentano una dinamica sempre positiva. Le altre tre categorie sono in calo, meno rilevante per i sacerdoti e molto più accentuato per i religiosi non sacerdoti e le religiose professe. Tra i continenti, spicca la vitalità di quello africano e dell'asiatico, gli unici due per i quali tutte le categorie di operatori pastorali presentano una crescita, per di più molto marcata. In Europa appaiono particolarmente vistosi i cali dei religiosi non sacerdoti, delle religiose professe e anche dei sacerdoti. Una flessione assai simile a quella europea è evidenziata dall'Oceania e dall'America, che comunque è riuscita a garantire un lieve incremento nel numero dei sacerdoti.
6. I membri degli istituti secolari, i missionari laici e i catechisti
Altre categorie di operatori pastorali contribuiscono all'attività di catechesi: i membri degli istituti secolari, i missionari laici e i catechisti. L'analisi delle loro dinamiche a livello planetario e continentale sarà condotta con una lieve modifica: l'anno preso a inizio del periodo di riferimento diviene il 1990 mentre i dati più recenti sono sempre riferiti al 2003 (Tav. 14).
Per consistenza ed evoluzione, le tre collettività presentano peculiarità assai differenti.
I membri degli Istituti secolari sono di gran lunga i meno numerosi e gli unici a presentare un andamento in declino. Trascurando l'Oceania, l'unico continente che ha presentato una variazione negativa, del 14,%, è stato quello europeo che però concentrava al 1990 circa l'80% del totale mondiale. Per questo motivo i saldi attivi degli altri continenti (tra cui notevole in termini relativi è stato quello dell'Asia) non sono stati sufficienti per far cambiare di segno il bilancio globale, che presenta un decremento del 5,8%.
E' poco meno che quadruplicato il numero dei missionari laici, che è passato da 46mila a 172mila. In Asia, dove però nel 1990 la loro presenza era poco più che simbolica, il loro numero è addirittura aumentato di 30 volte, superando le 10mila unità. Ma, nonostante l'exploit straordinario dell'Asia, la realtà dei missionari laici è quasi esclusivamente americana. In tale continente, infatti, si concentrava a fine 2003 oltre il 90% del totale planetario, con oltre 156mila operatori (quasi quattro volte rispetto alla consistenza di tredici anni prima).
Ha avuto, invece, una distribuzione geografica più omogenea la notevole crescita della popolazione dei catechisti. Il loro numero ammontava nel 2003 a oltre 2,8 milioni, con un incremento di circa il 62%. A tale sviluppo hanno contribuito tutti i continenti, da un minimo di circa il 40% per l'Africa e l'Europa ad un massimo dell'83% per l'Oceania. Come per i missionari laici, l'America è il continente che raccoglieva il maggior numero di catechisti: quasi 1,7 milioni, corrispondenti a poco meno del 60% mondiale.
La dinamica in forte crescita dei missionari laici e dei catechisti nonché la parallela diminuzione, in alcuni casi anche sensibile, di altre categorie di operatori religiosi conferma come sia in atto nel mondo cattolico un incisivo processo di riequilibrio tra le varie categorie, con fenomeni importanti di modifica delle preferenze e delle motivazioni nell'attuazione della missione pastorale che non sono immediatamente percepibili e che andrebbero approfondite con indagini ad hoc.
7. Il rinnovo delle compagini sacerdotali
Le potenzialità di rinnovo dell'attività pastorale sono connesse soprattutto con le vocazioni sacerdotali, ovvero con il numero dei candidati al sacerdozio, fornito dagli studenti di filosofia e di teologia presenti nei seminari diocesani e in quelli religiosi (Tav. 15) e (Tav. 16).
Le serie annuali riportate evidenziano una chiara tendenza crescente: nel mondo si è passati da quasi 64mila candidati nel 1978 a oltre 112mila nel 2001-3, triennio in cui però lo sviluppo sembra essersi arrestato. L'evoluzione è stata molto differente nei vari continenti. Se ci si riferisce all'anno di riferimento iniziale, si osserva che l'Europa al totale mondiale contribuiva per il 37%, l'America per il 34%, l'Asia per il 18% e l'Africa per meno del 9%. Venticinque anni più tardi il contributo europeo era sceso a meno del 22%, quello americano era, sostanzialmente stabile, al 33%, mentre l'Asia era salita a circa il 25% e l'Africa a quasi il 20%.
La dinamica europea in termini assoluti si può dividere in tre periodi distinti: in crescita (da 24mila a 30mila) dal 1978 al 1985, un successivo periodo di stabilità fino al 1994-95 e infine una netta diminuzione che ha riportato il 2003 quasi alla stessa consistenza dei venticinque anni precedenti. L'America ha visto uno sviluppo abbastanza regolare del numero dei candidati fino al 1998; in seguito vi è stato un consolidamento intorno alle 36-37mila unità. In costante crescita l'Africa e l'Asia, anche se negli ultimi anni si è assistito ad un deciso rallentamento.
Facendo riferimento al numero dei cattolici, la vitalità dell'Asia e dell'Africa vengono confermate, con circa 150 candidati al sacerdozio per milione di fedeli in Africa al 2003 e 250 in Asia (Tav. 16). I valori europei ( 87 ) e americani ( 69 ) sono assai meno elevati. In rapporto a 100 sacerdoti attivi, Africa e Asia confermano il loro primato con 72 e 60 candidati, rispettivamente, mentre particolarmente preoccupante è la situazione europea, dove la vocazione sacerdotale appare assai indebolita: soltanto 12 candidati ogni 100 sacerdoti attivi nel 2003 (anche se nel 1978 essi erano ancora meno, neanche 10). A livello mondiale, comunque, si è passati, grazie all'apporto di Asia e Africa, da circa 15 a poco meno di 28.
8. I novizi e le novizie
L'evoluzione del numero dei novizi e delle novizie negli Istituti Religiosi di Diritto Pontificio viene riportata nelle (Tav. 17) e (Tav. 18), rispettivamente. Le due serie temporali partono entrambe dal 1982 per giungere al 2003 e hanno caratteristiche lievemente diverse.
I novizi negli Istituti Religiosi di Diritto Pontificio erano nel mondo poco meno di 9mila al 1982 e hanno manifestato una crescita lieve ma non regolare fino all'inizio del nuovo millennio, quando sembravano essersi stabilizzati intorno alle 10.900-11.200 unità. Ma il loro numero aggregato nasconde dinamiche nettamente differenti tra i vari continenti. Anche per i novizi, come per altre collettività in precedenza considerate, l'Africa e l'Asia si distinguono decisamente per la loro tendenza espansiva. Infatti, nel continente africano si è passati - con un aumento costante - da neanche 700 a oltre 2.300 novizi nel 2003 e in quello asiatico da circa 1.700 a oltre 3.500. Africa e Asia, che contavano insieme nel 1982 per il 26% del totale planetario, erano passate nel 2003 a quasi il 52%. L'Europa ha percorso un cammino a ritroso: i novizi erano oltre 3.500 nel 1982 ed erano scesi a circa 2.100 nel 2003: la quota europea sul totale mondiale si è quindi più che dimezzata, passando dal 40% al 19%. Per quanto riguarda l'America, nonostante il numero assoluto dei novizi nel periodo considerato sia aumentato ( da circa 2.900 a oltre 3.200), si è attenuato il contributo percentuale, che è diminuito dal 33% al 29% circa.
Anche il numero complessivo delle novizie è leggermente aumentato nell'arco temporale considerato, ma con una dinamica particolare. Si è registrata una netta crescita dal fino al 1987, anno in cui con oltre 22mila unità è stato raggiunto il massimo; successivamente, la consistenza totale si è stabilizzata intorno alle 21mila unità fino al 1999, anno in cui sembra essere iniziato un declino che ha portato alle circa 19mila novizie del 2003. La dinamica per continenti di questa collettività è simile a quella osservata per i novizi, con alcune peculiarità interessanti. L'Africa è in netta crescita ( il numero delle novizie è triplicato, passando da 1.100 circa a 3.300 ). Anche l'Asia ha evidenziato un sensibile aumento, ma è importante osservare che dopo il massimo di quasi 7.400 unità del 1996, il numero delle novizie asiatiche appariva in lieve declino. Variazioni negative anche per l'America e, soprattutto, per l'Europa: questi due continenti totalizzavano insieme oltre il 68% delle novizie nel mondo al 1982, mentre al 2003 soltanto il 46%.
9. Conclusioni
Al termine dell'analisi quantitativa, condotta globalmente e per grandi aree geografiche sia in termini di consistenze che di variazioni, si possono tentare alcune conclusioni di grande sintesi sui fenomeni più evidenti e sulle tendenze profonde, tenendo presente che, inevitabilmente, ogni semplificazione ha un suo prezzo, nella misura in cui è obbligata a trascurare alcuni aspetti secondari.
La prima osservazione è che in gran parte dei fenomeni si può notare spesso una certa dicotomia tra le dinamiche dei continenti emergenti, Africa e Asia, e quelle dell'Europa, che sta progressivamente perdendo centralità quale modello di riferimento. Questo non stupisce, anzi appare quasi ovvio che lo sviluppo della Chiesa nel mondo non possa prescindere da quelle che sono le grandi tendenze di fondo dello sviluppo planetario, soprattutto per gli aspetti demografici. E perciò l'Europa si conferma come il continente più statico, frenato dal netto invecchiamento della sua popolazione e dai bassi tassi di natalità. L'America si pone in una posizione intermedia, ma se l'analisi fosse stata condotta distinguendo tra America del nord e America latina, probabilmente sarebbero emerse divaricazioni tali da far assimilare, almeno parzialmente, la prima all'Europa e la seconda all'Africa e all'Asia. L'Oceania costituisce una realtà a sé stante, anche per il peso demografico assai più limitato.
Nell'arco temporale esaminato si può affermare che sono stati attenuati certi squilibri preesistenti nella distribuzione geografica per grandi aree sia delle circoscrizioni che dei centri pastorali. Anche il numero dei vescovi appare più armonicamente diffuso e in buona crescita. Il grande problema connesso con questi ultimi rimane quello del notevole innalzamento della loro età media, che è particolarmente elevata in Europa, dove sfiora ormai i settant'anni. Ma anche in America la situazione non è molto diversa. Il fenomeno, però, andrebbe correttamente inquadrato nel generale aumento della longevità di cui hanno goduto tutte le popolazioni, anche per valutare quanta parte di quei 5 anni e 3 mesi di aumento nell'età media dei vescovi verificatosi dal 1978 al 2003 sia imputabile alla normale evoluzione demografica generale e quanta invece sia da attribuire a rallentamenti nel processo di rinnovo e di consolidamento. Andrebbero anche analizzati i riflessi sull'organizzazione ecclesiale, considerato che i flussi di uscita saranno via via più consistenti nei prossimi anni.
Il numero di sacerdoti è complessivamente in lieve diminuzione, anche se occorre distinguere tra il modesto incremento dei diocesani e la più marcata flessione dei sacerdoti religiosi. Spiccano le perdite subite dall'Europa, in gran parte compensate dalla vivace dinamica manifestata dall'Africa e dall'Asia per i sacerdoti diocesani. L'America ha presentato una sostanziale stazionarietà: ai diecimila religiosi in meno hanno fatto fronte poco più di altrettanti diocesani.
Il carico pastorale medio a livello mondiale, espresso dal numero di cattolici per sacerdote, è nettamente cresciuto e si presenta più elevato in Africa e in America, mentre in Europa è assai più limitato. La situazione, plausibilmente, si modificherà nei prossimi anni, in quanto il corpo sacerdotale europeo è il più anziano e indebolito da bassissimi tassi di rinnovo, mentre nel continente africano e in Asia i candidati al sacerdozio sono in netta crescita. Potrebbe anche verificarsi un'accentuazione dell'importanza della componente migratoria tra continenti, finora abbastanza limitata: è interessante notare come l'unico continente che presenta nei venticinque anni esaminati un saldo netto migratorio positivo è l'America.
Di grandissima importanza è il fenomeno relativamente recente della forte espansione di alcune compagini di operatori religiosi: diaconi permanenti, missionari laici e catechisti ( la categoria di gran lunga più numerosa ). La dinamica vivacissima evidenziata da questi operatori non è certamente riconducibile a motivazioni temporanee e contingenti, ma sembra esprimere nuove e differenti scelte nell'esplicazione dell'attività di diffusione della fede. Infatti, si può notare, ad esempio nel caso dei catechisti e dei diaconi permanenti diocesani e religiosi, che il maggiore incremento in termini assoluti e relativi si è generalmente verificato in Europa e in America, i continenti meno brillanti per quanto riguarda lo sviluppo di altre categorie di operatori pastorali.I candidati al sacerdozio presentano globalmente una tendenza più che positiva, essendo quasi raddoppiati nel periodo considerato, però anche in questo caso alcuni seri motivi di preoccupazione provengono dall'Europa, dove negli ultimi anni il declino è apparso molto evidente. Viceversa, l'Africa, l'Asia e anche l'America (probabilmente per il contributo determinante della parte latina) dimostrano una grande vitalità. Anche i novizi e le novizie (queste seconde di numerosità circa doppia rispetto ai primi) degli Istituti Religiosi di Diritto Pontificio appaiono in leggero progresso rispetto al 1978, pur se la loro espansione sembra essersi smorzata.
| 2003 Statistiche PRETI IN ITALIA |
PRETI IN ITALIAStatistiche del 2003
|
| 2002 LA CHIESA NEL MONDO |
LA LENTA, COSTANTE CRESCITA DELLA CHIESA NEL MONDOANALISI RELATIVA ALLA CONSISTENZA NUMERICA
| |||||||||||||||||||||||||||||||||
| n. Sacerdoti / n. Vescovi | |||
| Continente | 1978 | 1990 | 2002 |
| Africa | 39,2 | 41,3 | 47,4 |
| America | 84,9 | 74,7 | 68,9 |
| Asia | 53,4 | 58,0 | 67,4 |
| Europa | 199,9 | 156,5 | 134,8 |
| Oceania | 59,3 | 51,2 | 38,5 |
| Mondo | 113,3 | 95,8 | 86,3 |
A livello mondiale tale rapporto è venuto a decrescere nel corso del tempo, evidenziando così una migliore e più armonica distribuzione dei vescovi nelle realtà continentali, o meglio un significativo equilibrio quantitativo fra sacerdoti e vescovi, al trascorrere del tempo.
4. Nel 2002 i sacerdoti erano 405.058 di cui 267.334 membri del clero diocesano e 137.724 del clero religioso; nel 1978 erano invece 420.971 suddivisi in 262.485 diocesani e 158.486 religiosi (Tav. 3). L'incidenza del clero diocesano e di quello religioso è mutata in modo significativo: rispettivamente 62% e 38% nel 1978 contro il 66% e il 34% nel 2002.
Il numero complessivo di sacerdoti nel 2002 rispetto a quello del 1978 ha subito una flessione del 3,78%, risultante dal decremento del 13,10% del clero religioso e dall'aumento dell'1,85% di quello diocesano. Il decremento percentuale più alto si è registrato in Europa (circa il 19% per entrambe le categorie di clero) a cui segue l'Oceania; sono invece aumentati i sacerdoti asiatici (diocesani e religiosi) e quelli diocesani dell'Africa e dell'America. Tranne che nell'Asia, il clero religioso è ovunque diminuito.
Va anche precisato che la lieve flessione del numero complessivo di sacerdoti (diocesani o religiosi) fra i due anni serrafila della presente analisi si è manifestato nel periodo 1978-1990, a cui è seguito un periodo di sostanziale ricrescita. Va anche precisato che il declino numerico è ascrivibile principalmente ai sacerdoti religiosi, passati da 158.486 a 145.477 ed a 137.724 nei tre anni 1978, 1990 e 2002.
Contestualmente i sacerdoti diocesani sono passati da 262.485 nel 1978 a 257.696 nel 1990 per risalire a 267.334 nel 2002.
La distribuzione del clero nel 2002 tra i continenti è caratterizzata da una forte prevalenza di sacerdoti europei (50,3%) che sono circa il doppio dei preti americani; il clero asiatico incide per l'11,3%, quello africano per il 7,2% e quello dell'Oceania per l' 1,2%. Tra il 1978 e il 2002 non è variata l'incidenza relativa dei sacerdoti dell'Oceania; invece è cresciuto il peso sia del clero africano, sia quello del clero americano che quello dei sacerdoti asiatici, crescita che è andata a scapito del peso del clero europeo che è vistosamente sceso dal 59,5% al 50,3%. Ancora più forte è la diminuzione dell'incidenza del clero diocesano europeo che nel periodo considerato si è ridotto dal 66,4 al 53,0 per cento; minore riduzione si è avuta invece per il clero religioso, sceso dal 48,2 al 45,0 per cento.
Dal gioco combinato delle variazioni demografiche e dei mutamenti del numero dei sacerdoti derivano alcuni assetti variabili per il numero di cattolici per sacerdote. Questo rapporto è venuto aumentando nel corso del tempo e, a livello globale, si è passati da 1.797 cattolici per sacerdote all'inizio del periodo, a 2.642 alla fine. Il numero di cattolici per ogni sacerdote è aumentato in ogni continente; tuttavia la dimensione del rapporto ci appare non poco diversa da continente a continente. Nel 2002, ad esempio, a fronte di circa 1.300 cattolici, che mediamente gravitavano su ogni sacerdote in Europa, in Africa se ne contavano circa 4.700 ed in America 4.400 e questi valori danno conto del differente assetto dei rapporti fra gli operatori pastorali e i fedeli.
5. L'azione pastorale dei vescovi e dei sacerdoti viene naturalmente affiancata da altre figure di operatori pastorali: all'analisi di queste dedichiamo le seguenti osservazioni.
Avvertiamo intanto, per avere un ordine di grandezza delle compagini, che i diaconi permanenti diocesani e religiosi, assieme considerati, costituiscono al 2002 un po' meno del 55% dei religiosi professi non sacerdoti (55 mila nel 2002) e che questi, a loro volta, risultano 14 volte meno delle religiose professe.
I diaconi permanenti costituiscono il gruppo in più forte evoluzione nel corso del tempo: complessivamente in tutti i continenti si sono più che quintuplicati, con un incremento relativo del 441% (Tav. 4). Se l'aumento si è manifestato ovunque, tuttavia i ritmi di incremento permangono molto diversi fra le varie aree continentali: in Europa l'incremento è risultato progressivo e fortissimo (del 762%), in Asia, di contro, molto più contenuto (175%) e nei restanti continenti più o meno dello stesso ordine di grandezza. Non sono da segnalare variazioni di grande rilievo nella distribuzione planetaria dei diaconi durante il periodo esaminato: si verifica solo una diminuzione del numero relativo di diaconi in America ed una altrettanta crescita di quello dell'Europa.
Non è privo di interesse rammentare che questa figura religiosa è molto presente in America (specialmente quella del Nord) con il 65% di tutti i diaconi nel mondo, ed anche in Europa (32%).
I religiosi professi non sacerdoti, costituiscono un gruppo, a livello planetario, in notevole contrazione: se ne annoveravano 76 mila nel 1978 e sono diventati 55 mila nel 2002. La contrazione, tuttavia, è da ascriversi, in ordine di importanza, al gruppo oceanico, a quello europeo ed a quello americano, mentre, per converso, in Africa questi religiosi si sono incrementati e così anche in Asia, seppure in misura minore. Tali movimenti hanno fatto sì che il peso relativo dei vari continenti sia venuto progressivamente a mutare come può direttamente rilevarsi dai dati percentuali esibiti nella Tav. 5.
Consideriamo ora le variazioni sia temporali sia territoriali delle religiose professe che costituiscono, come già si accennava, il gruppo religioso di grande importanza quantitativa: nel 1978 esse sfioravano dal basso il milione di persone. Ebbene, anche questo gruppo, a livello mondiale, subisce una flessione nel periodo qui considerato, passando da 991 mila all'inizio del periodo, a 783 mila alla fine, con un decremento relativo accentuato (-21%, su un arco di 24 anni). Ancora una volta si deve sottolineare la profonda differenza di comportamenti fra i vari continenti: mentre l'Oceania, l'Europa e l'America, in minor misura quest'ultima, vedono una continua e progressiva riduzione dei contingenti di religiose professe, in Asia ed in Africa le popolazioni si accrescono consistentemente, tanto da contenere, complessivamente, la diminuzione osservata negli altri continenti. Ancora una volta possiamo osservare che questi movimenti portano con sé la variazione percentuale dei pesi continentali, come può direttamente leggersi nella Tav. 6.
6. Come si rileva dai dati esibiti nella Tav. 7, la tendenza alla crescita degli studenti di filosofia e di teologia presenti sia nei centri diocesani, sia nei centri religiosi, prosegue anche nel 2002. In quest'anno il numero complessivo dei seminaristi si attesta sulle 113 mila unità, ripartiti per il 35% fra i seminaristi religiosi e per il restante 65% fra i diocesani.
Nel complesso gli studenti di filosofia e teologia sono aumentati, come appena rammentato, anche nel 2002, tuttavia il ritmo di incremento si è notevolmente attenuato in quest'ultimo anno (0,9%) rispetto a quello medio annuo verificatosi nei precedenti ventitre anni (3,29%). La determinazione geografica dei ritmi di variazione non è sostanzialmente mutata quanto al segno, pur essendosi complessivamente attenuata nei continenti in cui si aveva crescita. Infatti l'Africa, che aveva un incremento medio nel periodo considerato pari all' 11,8%, è scesa ad un valore pari al 5,8% nell'ultimo anno; l'Asia, invece, che aveva un incremento medio annuo pari al 5,9% è rimasta praticamente stazionaria. La stazionarietà verificatasi anche in America è dovuta al gioco combinato di incremento e decremento: prosegue il decremento nella America Centrale nell'area delle Antille, si manifesta un lievissimo incremento nel Nord, prosegue la crescita dell'America del Sud. L'Europa costituisce un caso a sé in quanto negli ultimi anni si manifesta una diminuzione dei candidati al sacerdozio: il fenomeno andrebbe studiato e seguito con maggiore dettaglio temporale al fine di cogliere una eventuale mutata tendenza rispetto a quella, crescente nel complesso, verificatasi nel periodo globalmente considerato.
La distribuzione per grandi aree geografiche, se si eccettua l'Europa che presenta una ulteriore flessione anche nell'ultimo anno considerato, e la lieve crescita dell'Africa, rimane sostanzialmente invariata; tuttavia risulta più illuminante la considerazione dei rapporti, presenti sempre nella Tav. 7, del numero dei candidati al sacerdozio ragguagliati, area per area, rispettivamente al numero di cattolici e al numero di sacerdoti.
Per quanto riguarda il rapporto dei candidati al sacerdozio rispetto alla popolazione cattolica, non è privo di interesse rilevare che anche nel 2002 si pongono molto al di sopra della media mondiale (106 candidati per milione di cattolici), l'Asia (248) e l'Africa (162). Un po' al di sopra della media si pone l'Oceania (113), mentre tutte le altre zone si collocano al di sotto della media mondiale. Gli andamenti temporali vedono una forte crescita del quoziente in Africa e in Oceania, nel periodo 2001-2002, che prosegue la tendenza passata. L'Europa e l'Asia assistono ad un lievissimo calo nell'ultimo anno, che si contrappone alla tendenza verso la crescita rilevata in passato. Quasi sostanzialmente simile al quadro appena tracciato ci appare la lettura del rapporto, area per area, dei candidati al sacerdozio ragguagliati al numero di sacerdoti.
Il valore a livello planetario risulta pari a 280 candidati per 1000 sacerdoti, nel 2002. Il massimo si manifesta nel continente africano (759), mentre il minimo lo troviamo in Europa (123).
| 1978-2001 Chiesa nel Mondo |
Analisi quantitativa dello sviluppo della Chiesa Cattolica, attraverso alcuni indicatori, nel periodo 1978-2001 |
| 1978-2000 Chiesa nel Mondo |
LA CHIESA NEL MONDO: 1978-2000
ANALISI RELATIVA ALLA CONSISTENZA NUMERICA
|
| 1965-1970 Statist. Sacerd. Dioc. |
LE VOCAZIONI SACERDOTALI DIOCESANE
|






