LETTERE - Mondo Voc giugno - luglio 2012                                                         Torna al sommario

 

 

perrone

 

  

√ Perché nel mondo c'è tanto odio nei confronti degli Ebrei?

 


 

√ La Chiesa proibisce la cremazione?


 

Risponde Padre Sandro Perrone

  

 

 

Perché nel mondo c’è tanto odio nei confronti degli Ebrei?
Caro Padre, perché nel mondo c’è tanto odio nei confronti degli Ebrei? È vero che anche i cristiani si sono associati alla campagna antisemita?
(M. Cristina, Roma)

Cara Cristina, nel “Libro di Ester”, dell’Antico Testamento, si narra dell’empio Aman che, per odio verso Mardocheo, un ebreo condotto in schiavitù da Nabucodonosor, re di Babilonia, aveva deciso di sterminare tutto il popolo ebreo, sparso nel regno dei babilonesi. La regina Ester, nipote di Mardocheo, riuscì però a impedire il genocidio. L’odio contro gli Ebrei ha dunque radici molto antiche, anche se solo nel 1879 il tedesco Wilhelm Marr, ha coniato il termine antisemitismo per indicare l’odio e il pregiudizio nei loro confronti.
Ma perché questo odio? È difficile dare una risposta razionale e completa. Da un lato vi è la consapevolezza, per gli Ebrei, di essere il “popolo eletto” (cfr. Esodo 19,5-6), una nazione diversa da tutte le altre, perché fedele custode e osservante della Torah, la Legge che Dio ha rivelato sul Sinai per mezzo di Mosè. Dall’altro la separazione, avvenuta con la diaspora, cioè l’abbandono della propria terra, soprattutto dopo la distruzione di Gerusalemme, nel 70 d.C. da parte dei Romani e dunque la dispersione fra tutti i popoli, ha creato contro i superstiti (e i loro discendenti) una sorta di diffidenza, sospetto, paura, dato che gli Ebrei sono rimasti sempre molto legati tra di loro, nel tentativo di mantenere la propria identità culturale e religiosa; obbligati spesso ad abitare e  rimanere chiusi nei ghetti, sono stati visti come diversi, altri. E si sa che diverso produce molto spesso rifiuto e paura; da qui il timore e l’odio. Purtroppo anche i cristiani hanno la loro parte di responsabilità, contribuendo, con motivazioni “teologiche” a questo terribile fenomeno, poiché secondo alcuni gli Ebrei si sarebbero resi indegni della vita eterna non riconoscendo in Gesù, il Messia, il Figlio di Dio, anzi si è arrivati addirittura ad accusarli di deicidio, avendo messo a morte Gesù, il Figlio di Dio e, interpretrando acriticamente il passo di Matteo (27,25): “Il suo sangue ricada sopra di noi e sopra i nostri figli”, hanno giustificato la persecuzione e l’ostilità verso gli Ebrei. Va ribadito fortemente, invece, che Cristo accettò volontariamente la morte per espiare i peccati di tutti gli uomini, secondo le Scritture. Il profeta Isaia lo aveva già preannunciato: “Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti” (Is 53,5). Gesù non è stato ucciso dagli Ebrei (semmai dai Romani!), ma dal peccato e dai peccati degli uomini, di tutti gli uomini, di tutti i tempi. L’Olocausto (la Shoah), infine, è avvenuta nel cuore dell’Europa, terra anticamente cristiana e dimentica forse della sua gloriosa tradizione; esso rappresenta l’esempio più estremo e più grave di antisemitismo nella Storia, con la persecuzione e lo sterminio di oltre sei milioni di uomini, donne, vecchi e bambini ebrei. Benedetto XVI, di ritorno dalla Polonia, ha detto in una Udienza: «Ho voluto sostare prima di far ritorno a Roma nel campo di Auschwitz-Birkenau, dove Hitler fece sterminare oltre sei milioni di ebrei. Di fronte all’orrore di Auschwitz non c’è altra risposta che la Croce di Cristo: l’Amore sceso fino in fondo all’abisso del male, per salvare l’uomo alla radice, dove la sua libertà può ribellarsi a Dio. Non dimentichi l’odierna umanità Auschwitz e le altre ‘fabbriche di morte’ nelle quali il regime nazista ha tentato di eliminare Dio per prendere il suo posto! Non ceda alla tentazione dell’odio razziale, che è all’origine delle peggiori forme di antisemitismo! Tornino gli uomini a riconoscere che Dio è Padre di tutti e tutti ci chiama in Cristo a costruire insieme un mondo di giustizia, di verità e di pace!». Un cristiano non può mai dimenticare che Gesù era ebreo; lo era la Vergine Maria; lo erano gli apostoli; lo era tutta la Chiesa nascente. Chi è antisemita non può essere cristiano.

 

 

 

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La Chiesa proibisce la cremazione?
Caro Padre, è vero che la Chiesa proibisce la cremazione?
(Antonella B., Napoli)

Cara Antonella, come è noto, il Codice di Diritto Canonico, (la Legge della Chiesa), al canone 1176 afferma: “La Chiesa raccomanda vivamente che si conservi la pia consuetudine di seppellire i corpi dei defunti; tuttavia non proibisce la cremazione, a meno che questa non sia stata scelta per ragioni contrarie alla dottrina cristiana”. La norma è chiara: i corpi dei defunti devono essere trattati con rispetto e carità. La loro cremazione è permessa se attuata senza mettere in questione la fede nella risurrezione dei corpi. La scelta della cremazione (e spesso la dispersione delle ceneri) nel passato veniva considerata un gesto profondamente anticristiano, tipico dei non-credenti, cioè da chi non crede nella “risurrezione dei corpi e la vita eterna” (come si afferma nel Credo). Fatta salva la propria fede nella “vita eterna”, al fedele cattolico è lecito fare uso anche della cremazione. D’altra parte, oggi la sensibilità è diversa, e la Chiesa permette la cremazione, a condizione che non si neghi la fede nella risurrezione, anche per  motivi igienici (si pensi, in certi casi, al rischio di grave contagio) e/o di spazio fisico (cimiteri troppo pieni o piccoli o insufficienti). Fatta salva con chiarezza la fede nella “vita eterna”, al fedele cattolico è lecito fare uso anche della cremazione.