ATTUALITÀ - Mondo Voc marzo 2012                                                                 Torna al sommario

 

 

Insieme con passione e impegno...

 

L’apostolato laico in forma associata

 

Associazioni, movimenti e gruppi cattolici per testimoniare e diffondere la fede.


Sono centinaia i movimenti e le associazioni cattoliche che operano nel quotidiano a sostegno della Chiesa e come testimoni di fede. La loro azione è normata dal diritto canonico e riconosciuta con particolare attenzione dal Concilio Vaticano II.

 

di Novella Caterina

 

Essere_in_cerchioIl decreto Apostolicam Actuositatem

Con il decretro Apostolicam Actuositatem il Concilio Vaticano II ha riconosciuto, dandovi un peso mai avuto prima, l’apostolato laico e quindi anche il ruolo prezioso che le associazioni, i movimenti e i gruppi svolgono a sostegno della Chiesa, nell’opera di evangelizzazione della società. Leggiamo direttamente dal documento lo spirito che sottende questo principio: “… Tale apostolato si è reso tanto più urgente, in quanto l'autonomia di molti settori della vita umana si è assai accresciuta, com'è giusto; ma talora ciò è avvenuto con un certo distacco dall'ordine etico e religioso e con grave pericolo della vita cristiana. Inoltre in molte regioni, in cui i sacerdoti sono assai pochi, oppure, come talvolta avviene, vengono privati della dovuta libertà di ministero, senza l'opera dei laici la Chiesa a stento potrebbe essere presente e operante... (Proemio, 1).

 


L’apostolato associativo: dalle origini ai giorni nostri

Gmg_preghieraTante sono le forme di questo impegno dei laici nel “rinnovamento dell’ordine temporale”. Il decreto, al capitolo IV intitolato “vari modi di apostolato” declina le peculiarità di quello individuale e di quello sociale.


“I fedeli sono dunque chiamati ad esercitare l'apostolato individuale nelle diverse condizioni della loro vita; tuttavia ricordino che l'uomo, per natura sua, è sociale e che piacque a Dio di riunire i credenti in Cristo per farne il popolo di Dio (cfr. 1 Pt 2,5-10) e un unico corpo (cfr. 1 Cor 12,12). Quindi l'apostolato associato corrisponde felicemente alle esigenze umane e cristiane dei fedeli e al tempo stesso si mostra come segno della comunione e dell'unità della Chiesa in Cristo che disse: « Dove sono due o tre riuniti in mio nome, io sono in mezzo a loro » (Mt 18,20)” (Capitolo IV, 18).


Le prime forme di apostolato organizzato in forma associativa risalgono al medioevo, con le confraternite, che si costituivano intorno alla devozione per un Santo o per la Vergine per dedicarsi alle opere di carità e misericordia.


Da allora è stato un proliferare di gruppi, movimenti e associazioni, inizialmente legati esclusivamente all’ambito parrocchiale o agli ordini religiosi. È solo dalla metà del secolo scorso che sono nati i primi movimenti “autonomi” tra cui i Focolari (1943, fondatrice Chiara Lubich), Comunione e Liberazione (1954, fondatore don Giussani), l’Acli (1944, fondatore Achille Grandi), la Comunità di Sant’Egidio (1968, fondatore Andrea Riccardi) tanto per citare i più noti. Il loro numero complessivo attualmente è elevatissimo. Per aver un’idea si suggerisce di consultare la sezione apposita di “siti cattolici italiani”, raggiungibile al seguente link http://www.siticattolici.it/Associazioni_e_Movimenti_Ecclesiali/

 


Le finalità
giovane_in_preghieraOgnuno dei gruppi, movimenti o associazioni citati ha una propria storia e proprie finalità. “Grande è la varietà delle associazioni apostoliche alcune si propongono il fine apostolico generale della Chiesa (30); altre in particolare il fine dell'evangelizzazione e della santificazione; altre attendono ai fini dell'animazione cristiana dell'ordine delle realtà temporali; altre rendono in modo speciale testimonianza a Cristo con le opere di misericordia e di carità. Tra queste associazioni vanno considerate in primo luogo quelle che favoriscono e rafforzano una più intima unità tra la vita pratica dei membri e la loro fede. Le associazioni non sono fine a se stesse, ma devono servire a compiere la missione della Chiesa nei riguardi del mondo: la loro incidenza apostolica dipende dalla conformità con le finalità della Chiesa, nonché dalla testimonianza cristiana e dallo spirito evangelico dei singoli membri e di tutta l'associazione …”. (Capitolo IV, 19)


In letteratura la distinzione viene fatta suddividendo i gruppi/movimenti/associazioni in sei categorie che, sebbene non esaustive, rendono un quadro del panorama esistente. Pre-conciliari o tradizionalisti, post-conciliari, aderenti ai principi del Concilio, carismatici, improntati alla contemplazione e alla conversione interiore come i Neocatecumenali o il Rinnovamento dello Spirito, politico-religiosi, come la Comunità di base, l’Acli, che cercano un equilibrio tra le istanze della religione e della fede e quelle della società temporale, religiosi-politici quelli, come Comunione e Liberazione, che intendono il loro impegno come incentrato sul contagio della fede nel mondo secolare, e infine religiosi-popolari.

 

 

VegliaI numeri

I dati confermano la forza che questi gruppi hanno. L’Acli ad esempio vanta 1 milione di iscritti e 8 mila sedi in tutta Italia. L’azione cattolica, la più antica delle associazioni e l’unica espressamente menzionata nell’Apostolicam Actuositatem (1867), annovera 400 mila aderenti, mentre la Fuci (universitari cattolici) conta 1000 iscritti. Il Movimento cristiano lavoratori ha complessivamente 318 mila persone organizzate in 109 sedi. Mezzo milione gli iscritti e 34 mila le aziende della Compagnia delle Opere, l’organizzazione sociale ispirata dal movimento ecclesiale di Comunione e Liberazione. Sono solo alcuni esempi che testimoniano quanto sentito sia l’impegno dei cattolici e quanto capillarmente siano diffusi i movimenti e le associazioni, grazie anche all’incoraggiamento del diritto canonico.


Il nuovo codice di diritto canonico riconosce infatti il diritto di ogni fedele di “fondare e dirigere liberamente associazioni che abbiano come scopi le opere di apostolato, la ricerca della santità, la promozione della dottrina cristiana”. Diritto sancito anche dall’Apostolicam Actuositatem, insieme a quello di aderire alle già esistenti, che però precisa “occorre tuttavia evitare la dispersione delle forze che si ha allorché si promuovono nuove associazioni e opere senza motivo sufficiente, o si mantengono in vita, più del necessario, associazioni o metodi invecchiati; né sarà sempre opportuno che forme istituite in una nazione vengano portate indiscriminatamente in altre (33)”, avvalorando ancora di più il ruolo importante e delicato che le stesse sono chiamate a compiere nella società.

 

 

 

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