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SESTA GIORNATA MONDIALE
20 Aprile 1969

 

"ANDATE ANCHE VOI NELLA MIA VIGNA"


INVITO A TUTTA LA CHIESA

La celebrazione della sesta Giornata Mondiale di preghiera per le vocazioni, il prossimo 20 aprile, seconda domenica dopo la Pasqua, mette sulle Nostre labbra e nel Nostro cuore un trepido, implorante, fiducioso invito a tutta la Chiesa, perchè voglia unirsi, con Noi, in un più intenso vincolo di carità per implorare dalla bontà del Signore i sacerdoti, numerosi e santi, che le necessità del suo Corpo Mistico oggi richiedono.

MOTIVI DI RIFLESSIONE

È un invito che, come ogni anno, sentiamo rivolgere per un imperioso dovere del Nostro ministero, e che particolari circostanze rendono più pressante. della gloriosa Resurrezione di Cristo Signore, illumina dei suoi riflessi la figura, l'opera, la missione di coloro, che la più alta vocazione data all'uomo chiama a rinnovare quaggiù quel Sacrificio Redentore, e ad essere nel mondo i testimoni del Divino Risorto, i banditori del messaggio della salvezza. Inoltre, la figura mite ed eroica, del Buon Pastore, che la liturgia romana presenta con suggestiva ricchezza di significati nella domenica scelta per la celebrazione della "Giornata", dà a questa un preciso punto di riferimento e per la riflessione dei sacerdoti, e per la generosità dei chiamati, e per la preghiera dell'intera comunità dei fedeli. L'ampio orizzonte, infine, delle opere apostoliche, che su tutti i fronti del mondo moderno sono impegnate a rinnovare la presenza e l'azione del Cristo e spesso languono, contro forza, per mancanza di energie più valide e più proporzionate alle crescenti necessità delle anime, fa a tutti comprendere l'urgenza, diremmo la drammaticità del problema delle vocazioni.

IL MINISTERO SACERDOTALE

Gravissimo problema fra tutti. Perchè è un problema di uomini, che nel sacerdozio si dedichino anima e corpo "principalmente e propriamente al sacro ministero"(1) , consacrati "per predicare il Vangelo, pascere i fedeli e celebrare il culto divino, quali veri sacerdoti del Nuovo Testamento, partecipi, nel loro grado di ministero, dell'ufficio dell'Unico Mediatore, Cristo"(2) . Se il Concilio Ecumenico Vaticano II ha chiaramente affidato la consacrazione del mondo alla maturata consapevolezza del laicato cattolico(3) , ne ha nondimeno riconfermato la guida ai Vescovi e ai sacerdoti, loro collaboratori, perchè solo essi "devono... predicare il messaggio di Cristo in modo che tutte le attività terrene dei fedeli siano pervase dalla luce del Vangelo"(4) . È un problema di anime aperte, che nella vita religiosa "diano la splendida e singolare testimonianza, che il mondo non può essere trasfigurato e offerto a Dio senza lo spirito delle beatitudini" (5) .

I GIOVANI DI FRONTE ALL'IDEALE SACERDOTALE

È un problema di giovani, che sappiano affrancarsi dal conformismo alla vacuità edonistica come all'opposizione riflessa e sterile per offrirsi a Cristo Gesù con l'ineguagliabile forza della loro intatta freschezza spirituale, per diventare suoi ministri e dispensatori dei misteri di Dio (6) , "veri pastori di anime, sull'esempio di Nostro Signore Gesù Cristo, Maestro, Sacerdote e Pastore" (7).

LE DIRETTIVE DEL VATICANO II

È un problema dell'intera comunità cristiana che, viva e operante nelle parrocchie e nelle varie istituzioni, è tenuta ad assolvere il dovere di dare incremento alle vocazioni sacerdotali, anzitutto con una vita pienamente fedele al Vangelo (8)talchè, "a tutto il Popolo cristiano va insegnato che è suo dovere di collaborare in vari modi, con la preghiera insistente e anche con gli altri mezzi a disposizione, a far sì che la Chiesa disponga sempre di sacerdoti di cui ha bisogno per compiere la propria missione divina"(9) .

GLI SFORZI VOCAZIONALI DELLA FAMIGLIA CRISTIANA

È un problema di tutta la società, entro cui cresce e si forma la gioventù (10); ma è anche, e principalmente, problema di famiglie veramente cristiane, "le quali, se animate da spirito, di fede, di carità e di pietà, costituiscono come il primo seminario" (11), entro il cui terreno, come insegna la grande tradizione familiare che ha dato alla Chiesa tanti santi, germogliano i virgulti delle genuine vocazioni maschili e femminili, se ne difende il primo sbocciare, come se ne porta a maturazione lo splendido frutto, che, centuplicato dalla grazia di stato, si riverserà a beneficio di tutto il Popolo di Dio. Noi pensiamo che vi siano oggi anime forti, capaci di "udire ciò che lo Spirito Santo dica alla Chiesa" e il nostro messaggio è a loro principalmente rivolto.

LA PREGHIERA DI GESÙ AL PADRE

Per questo, Noi Ci rivolgiamo ancora una volta a tutta la grande famiglia cattolica per ripetere il Nostro invito, che è ispirato dalla preghiera stessa di Gesù al Padre, e vuol ripetere la sua voce, far sentire il suo assillo: "Io per essi prego:... consacrali nella Verità; la tua parola è verità. Come tu hai mandato me nel mondo, così anch'io li ho mandati nel mondo e per essi io consacro me stesso... Né prego per questi soltanto, ma anche per coloro che crederanno in me per mezzo della loro parola, affinchè anch'essi siano una cosa sola, come tu, Padre, sei in me e io in te, affinchè essi siano una cosa sola in noi, e il mondo creda che tu mi hai mandato" (12).

I VESCOVI, PRIMI RESPONSABILI

La Nostra voce, pur tanto impari e indegna, vuol farsi eco fedele di queste parole: non sentite l'ansia che le fa vibrare, non suscitano in voi tutti, venerabili Fratelli e diletti Figli, un fremito di generosità, un fervoroso esame di coscienza, un proposito santo, un programma vasto e ardito? Ci rivolgiamo a voi, Vescovi e Fratelli nella Chiesa di Dio(13), ché posti dallo Spirito Santo a reggere la Chiesa di Dio , più di ogni altro sentite la Nostra universale sollecitudine, affinché consideriate le vocazioni sacerdotali e religiose come la pupilla dei vostri occhi, e ad esse dedichiate le premure della vita cristiana delle comunità, a voi affidate, sta nel numero e nella qualità di coloro che a Dio irrevocabilmente si consacrano. Curate dunque con trepida vigilanza i vostri seminari, finché siano templi di preghiera, scuole di santità, e di dottrina, palestre di anime forti, non mutevoli ad ogni vento che spiri, ma pronte e desiderose di impegnarsi per la santa causa. Seguite la chiamata di Dio nei cuori degli adolescenti, ma date attentissimo impulso alla cura delle vocazioni, che lo Spirito Santo suscita oggi più che mai, nella gioventù già adulta, che studia e che lavora.

L'IMPEGNO DEI PRESBITERI

Ci rivolgiamo a voi, sacerdoti, primi e insostituibili collaboratori dei Vescovi in questa grande missione, affinché, "col ministero della parola e con la propria testimonianza di una vita, di cui si rifletta chiaramente lo spirito di servizio e la vera gioia pasquale", facciate comprendere ai fedeli l'eccellenza e la necessità del sacerdozio, aiutando - "senza badare a fatiche o a difficoltà" - quanti consideriate "veramente idonei a un così elevato ministero, siano essi giovani o adulti"(14) .

IL COMPITO DEGLI EDUCATORI

Ci rivolgiamo alla magnifica schiera di educatori cattolici, ai maestri e agli insegnanti di ogni ordine, affinché sappiano coltivare, con discrezione amorevole e sollecita del bene futuro della Chiesa, i germi che sbocceranno nelle anime degli alunni più generosi e sensibili. Ci rivolgiamo alle famiglie, agli sposi cristiani, ad essi ripetendo la commossa esortazione del Nostro Predecessore Pio XII: "Che farete voi, qualora il Maestro divino venisse a domandarvi la parte di Dio, cioè l'uno o l'altro dei figli o delle figlie, che Egli si sarà degnato di accordarvi, per formarne il suo sacerdote, il suo religioso o la sua religiosa?... Ve ne supplichiamo in nome di Dio: no, non chiudete allora in un'anima, con gesto brutale ed egoistico, l'ingresso e l'ascolto della divina chiamata. Voi non conoscete le aurore e i tramonti del sole divino sul lago di un giovane cuore, i suoi affanni e la sua lena, i suoi desideri e le sue speranze; le sue fiamme e le sue ceneri. Il cuore ha abissi imperscrutabili anche a un padre e a una madre; ma lo Spirito Santo, che sostenta la nostra debolezza, domanda per noi con gemiti inenarrabili, e Colui, che scruta i cuori, conosce quel che brami lo Spirito"(15).

ASCOLTARE LA VOCE DI CRISTO CHE CHIAMA

A questi cuori giovanili, Noi soprattutto Ci rivolgiamo, al termine del presente Messaggio, il quale è più che altro un colloquio e un dialogo: a voi, giovani, che, oggi più che mai, potete e dovete sentire la voce di Cristo che chiama, indicandovi le regioni del mondo più prossime a maturazione, pronte per la mietitura (16), ove mancano, e sono pur tanto necessari, i sacerdoti, i missionari, le suore di contemplazione e di apostolato. L'anima dei giovani del nostro tempo è forse più adatta e disposta a captare quest'imponderabile chiamata, perché essi sono più che mai assetati di assoluto, di generosità, di autenticità. I giovani oggi, certo la grande maggioranza non vogliono parole, ma fatti; vogliono pagare di persona, vogliono costruire un mondo nuovo. E ad essi, come sempre, la Chiesa è ancora là, viva e discreta, stimolante e silenziosa, a chiedere le loro energie, a spalancar loro le anime ansiose di verità, le moltitudini delle nostre città e delle nostre campagne, ed anche, più oltre, i corpi minati dalla fame, le braccia languenti dei malati e dei lebbrosi, per ripetere, con la sua voce non mai affievolita, che sovrasta i clamori della violenza inconsulta, e i seducenti richiami dell'edonismo molle ed egoista, la voce dell'antica parabola: "Perché ve ne state tutto il giorno oziosi? Andate anche voi nella mia vigna"(17)!

IL SOSTEGNO DELLA PREGHIERA

Ecco, Fratelli e Figli dilettissimi, quanto Ci è sgorgato dal cuore in questa preparazione della Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni: il Signore accompagni e avvalori le Nostre parole con la sua grazia, suscitando energie novelle e concrete; e mentre vi invitiamo a elevare più intense e ferventi le vostre suppliche, affinché il Signore mandi operai nella sua messe (18) in pegno dell'aiuto divino, di cuore impartiamo a voi tutti la Nostra Apostolica Benedizione.

Dal Vaticano, 19 marzo 1969, Festa di San Giuseppe.

Paulus PP. VI


Note

(1) Lumen Gentium, 31.
(2) Lumen Gentium, 28.
(3) Lumen Gentium, 34.
(4) Gaudium et Spes, 43.
(5) Lumen Gentium, 31.
(6) 1 Cor 4, 1.
(7) Optatam Totius, 4.
(8) Optatam Totius, 2.
(9) Presbyterorum Ordinis, 11.
(10) Gaudium et Spes, 25.
(11) Optatam Totius, 2.
(12) Gv 17, 9. 17-21.
(13) At 20, 28.
(14) Presbyterorum Ordinis, 11.
(15) Ai novelli sposi, 25 marzo 1942: Discorsi e Radiomessaggi di S.S. Pio XII, IV, p. 13.
(16) Gv 4, 35.
(17) Mt 20, 6.
(18) Mt 9, 38.